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Libri/ “Vite Costrette” di Rosetta Cappelluccio lunedi 27 luglio a Maratea

Libri/ “Vite Costrette” di Rosetta Cappelluccio lunedi 27 luglio a Maratea

26 Luglio 2026 Off di Marco Martone

“In Carcere mi chiamano Biondo per via dei capelli che sono del colore di quelli di mamma. Non so spiegarlo ma anche se mi ha abbandonato sentirmi chiamare così mi emoziona, perché sono felice di assomigliare a lei però mi prende la tristezza e anche la rabbia pensando a lei. Lo so che aveva ragione quando se né andata ma mi continuo a chiedere come abbia potuto lasciarmi in quella casa con papà. Nel nostro quartiere nessuna femmina lascia i figli. Nel nostro quartiere non succede mai, ogni tanto se ne vanno con un altro uomo, ma poi tornano a riprendersi le creature”.

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Questa è solo una delle sei storie raccontate nel libro Vite Costrette, scritto dalla psicologa Rosetta Cappelluccio, edizioni Franco Angeli, che lunedì 27 luglio sarà presentato in anteprima a Maratea nel nuovo Anfiteatro Parco Pietra del Sole alle ore 19 .

Accanto all’autrice, il vicesindaco di Maratea Lorenzo Chiacchio, l’assessore al Turismo Mariastella Gambardella e la giornalista Tiziana Morgese.

Le storie, che saranno interpretate dall’attore lucano Ulderico Pesce, noto per il suo impegno nel teatro civile e messe in musica dal musicista napoletano Mario Scamardella, sono storie che arrivano direttamente dal carcere. Quello minorile di Nisida: sei vite costrette, dietro le sbarre. Sei drammi di adolescenti che hanno commesso reati, gravi, a volte molto gravi, ma che hanno incontrato un giorno, di due anni fa “la dottorè” come la chiamano a Nisida. Che li ha ascoltati, invitati a partecipare a corsi di gruppo, ma soprattutto ha saputo tirare fuori, con non poca fatica, le loro emozioni.

La dottoressa è la psicologa cognitivo-comportamentale Rosetta Cappelluccio, la presidente della Fondazione I Figli degli Altri, che da sempre si occupa di giovani e di disagio giovanile. Nel carcere di Nisida ha sperimentato la Dialectical Behaviourtherapy DBT ( terapia dialettico comportamentale ) adattata agli adolescenti per controllare l’impulso alla rabbia e all’aggressività e prevenire, in qualche caso, la recidiva di reato.  

“Quando sono entrata per la prima volta nel Carcere minorile di Nisida – spiega la Cappelluccio – mi sono trovata di fronte un muro di diffidenza e chiusura. Nelle carceri italiane manca un percorso terapeutico, i detenuti non sono abituati al dialogo o al confronto. Fidarsi per loro non è semplice ma nel momento in cui hanno acquisito fiducia hanno cominciato ad aprirsi e a raccontarmi le loro storie.

Il libro si articola in quattro parti: la prima descrive il lavoro clinico posto in essere a Nisida, la seconda racconta le storie, appunto, dei ragazzi, la terza ripropone il ruolo fondamentale della psicologa, che analizza l’insieme delle relazioni emotive e la quarta è una riflessione al momento della scarcerazione, alla luce del percorso clinico e di chi lo ha eseguito.

 

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