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Marco Zullo - Rubrica Marco di Fabbrica
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L’Intelligenza artificiale e lo scienziato fuori da Antropic

L’Intelligenza artificiale e lo scienziato fuori da Antropic

11 Settembre 2026 Off di Piero Sandulli

Le dimissioni rassegnate dallo scienziato Jacob Cocon dalla società Antropic, colosso della elaborazione della intelligenza artificiale, sono avvenute sul preoccupante presupposto dei rischi che questi studi possano sfuggire di mano agli studiosi,  lasciando i suoi creatori privi di qualsiasi possibilità di controllo e di emendamento.
Questa vicenda deve necessariamente riportarci alla misteriosa sparizione, avvenuta nel 1938, del fisico italiano Ettore Majorana- uno dei ragazzi di via Panisperna- che sotto la guida di Enrico Fermi stavano studiando gli effetti della frammentazione dell’atomo.

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Fermare la deriva

La misteriosa sparizione dello scienziato, da qualche tempo turbato dai risultati degli studi effettuati, in parallelo con le dimissioni di Coxon, sono eventi che devono farci riflettere nel tentativo di porre un argine, fino a che saremo in tempo, a questa pericolosa deriva.
È innegabile che l’ intelligenza artificiale sia una importante risorsa per l’umanità, ma è altrettanto evidente che essa deve essere gestita dall’uomo, che può operare il discernimento, piuttosto che prendere il sopravvento nei procedimenti decisionali, marginalizzando il potere di controllo dell’uomo.

Nel profetico film di Stanley Kubric: “2001 odissea nello spazio “(1968) è l’elaboratore Al che prende l’ultima decisione ed estingue la vita eludendo ogni speranza. Siamo nel 2026 ed è opportuno che ciò non accada e che sia sempre l’essere umano ad avere il controllo dell’algoritmo.
A maggio di quest’anno Papa Leone XIV, richiamando indealmente l’Enciclica Rerum novarum( 15 maggio 1891), ha pubblicato la Enciclica Magnifica Humanitas con la quale ha disegnato la rotta per guidare questa nuova risorsa per l’umanità ponendo l’uomo al timone di questa grande opportunità di crescita.
Inoltre, il Papa ha segnato la necessità di una oculata gestione di essa orientata al bene comune, rifuggendo ogni tentazione di sfruttamento egoistico, idoneo solo a creare ulteriori disparità economiche.

Dunque, non è dimettendosi o dandosi per vinti che si deve gestire il tema, ma operando con attenzione ai Valori comuni e con il discernimento che ci deriva dall’essere sensibili. Qualità queste che nessuna macchina, anche la più evoluta e perfetta, potrà mai avere.
L’intelligenza artificiale è una enorme opportunità, ma va gestita con grande attenzione ed umanità.

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