Lo streaming piace, ma nessuno spegne la tv

Lo streaming piace, ma nessuno spegne la tv

16 Marzo 2016 0 Di Pietro Nigro

Lo streaming piace, perché offre una maggiore scelta di programmi video on demand, ma nessuno spegne la vecchia tv: lo rivela uno studio della Nielsen condotto in tutto il mondo. Il 26% degli intervistati ha sottoscritto servizi on line, ma il 68% afferma di non voler rinunciare alla tv.

Lo streaming video on demand aumenta l’offerta

Lo streaming piace, ma la vecchia cara tv resta la preferita dei consumatori, che proprio non ci pensano a staccare l’antenna. Nonostante la crescita esponenziale dell’offerta di intrattenimento sui sistemi di video on demand, tre quarti dei telespettatori continuano a pagare per i tradizionali programmi televisivi.
I risultati dello studio, resi noti oggi dalla Nielsen, sono stati condotti intervistando on line 30mila utilizzatori di servizi televisivi a pagamento in 61 Paesi del mondo.

Ebbene, i dati resi noti oggi rivelano che ben il 65% degli intervistati dichiara di utilizzare qualche forma di servizio video on demand. Ma solo un quarto degli intervistati (26%) dichiara di aver sottoscritto un abbonamento a servizi di streaming on line come Hulu, Netflix o Amazon, mentre l’altro 72% continua a pagare per le tradizionali trasmissioni televisive, via cavo o via antenna.

A preferire di più lo streaming on line sembrano essere statunitensi e asiatici: il 35% degli intervistati in Nord America e il 32% in Asia-Pacifico, mentre in Europa il tasso di risposta scende ad appena l’11%, mentre in America Latina e Medio Oriente / Africa gli abbonamenti ai provider on line sono del 21% ciascuno.

Il panorama dei media è molto complesso, ma la crescita dei servizi di video on demand è in grado di offrire opportunità a tutti gli attori dell’eco-sistema dei media – ha commentato Megan Clarken, presidente di Nielsen product leadership – Capire come e soprattutto perché le dinamiche di ascolto degli spettatori stanno cambiando può avvantaggiare sia i consumatori stessi che gli inserzionisti e i fornitori di contenuti. Ma una cosa è certa, ed oggi ancor di più: il vcro re è e resta i contenuto, ed i consumatori continueranno a richiedere un maggiore controllo e personalizzazione dell’esperienza di visione. Ecco perché saranno avvantaggiati i fornitori che superano entrambi questi standard”.

Ben il 68% degli intervistati afferma di non avere alcuna intenzione di annullare l’abbonamento alla tv tradizionale per passare ai servizi on line. Solo un terzo degli intervistati (il32%) prevede di tagliare il cavo e spegnere la tv: il 44% in Asia e Pacifico, il 24% inb America Latina, il 22% in Nord America e il 17% in Europa.

Insomma, commentano alla Nielsen, sembra che qualcuno voglia sostituire la tv con lo streaming on line, ma al momento non è certo che internet sostituisca del tutto la tv. Al massimo, i due sistemi si affiancheranno l’uno all’altro. E per i fornitori di contenuti, le sfide da vincere sono sostanzialmente le stesse, a cominciare dalla rapida evoluzione delle preferenze dei consumatori, dalla sovrabbondanza di scelta e dall’aumento del costo dei contenuti.

E poiché la scelta aumenta sempre più, è probabile che i consumatori stiano sempre più attenti a scegliere i prodotti o i pacchetti che meglio soddisfano le loro esigenze, di gusto e di portafoglio. Per questo, si afferma nello studio di Nielsen, lo streaming è una opportunità, ma conquistare gli spettatori non è mai stato più impegnativo, e richiede ai fornitori di contenuti di essere agili, flessibili e pronti a qualsiasi ulteriore sfida si possa presentare.