Lorenzin, Casini e De Mita offrono a Renzi una Margherita bonsai

Lorenzin, Casini e De Mita offrono a Renzi una Margherita bonsai

30 Dicembre 2017 0 Di Marino Marquardt

La solita vecchia tattica dei democristiani: fingere di dividersi per accaparrarsi qualche poltrona: Lorenzin, Casini e De Mita formano la Margherita bonsai e si offrono a Renzi.

Lorenzin, Casini e De Mita offrono a Renzi una Margherita bonsai

Una Margherita bonsai per puntellare la maggiore, quella Margherita travestita da Pd e prossima all’appassimento in seguito ai cinque anni di cure renziane. Una Margheritina destinata a sostituire – nello schieramento politico – il dissolto partito di Angelino Alfano.

Si collocherà nell’ambito di quell’area che i soliti mistificatori insistono nel definire ancora “centrosinistra”. Ne fanno parte Beatrice Lorenzin, Ciriaco De Mita con il nipote Giuseppe, Pierferdinando Casini. La nuova formazione si chiamerà “Civica popolare” e nel simbolo, oltre la margherita porterà il nome della ministra della salute.

“Moderati, vil razza dannata!”, avrebbe urlato Rigoletto, il tragico buffone ispiratore dell’opera di Giuseppe Verdi. E già, perché pur di rimediare una poltrona, costoro – i cosiddetti moderati – sono disposti a vendersi l’anima e appaiono aperti a qualsiasi compromesso.

Sono disposti anche a fingersi avversari tra loro. Prodotti di parrocchie e sacrestie, i democristiani di sempre – questi – sono abili nel dividersi per poi colpire uniti.

Nella vecchia Dc erano le correnti interne a gestire spazi e poltrone, nella Seconda Repubblica sono le aree “centrodestra”-”centrosinistra”a dirigere il traffico delle ambizioni di ciascun politico “moderato”.

Ed ecco allora Maurizio Lupi, Roberto Formigoni e Paolo Cirino Pomicino da una parte pronti a fungere da quarta gamba del centrodestra; ed ecco Ciriaco De Mita e Pierferdinando Casini, dall’altra parte con la Margherita bonsai per cercare di rianimare la truppa renziana.

Divisioni posticce, diaspora dettata soltanto dall’esigenza di trovare poltrone senza disturbarsi né ostacolarsi l’un l’altro.

Ma in realtà sono la stessa cosa, sono portatori – costoro – degli stessi interessi e della stessa cultura filoclericale.

Il neonato gruppo centrista – fanno sapere gli architetti dell’iniziativa – propone continuità con il governo Gentiloni e intende porsi come argine al populismo grillino e al rinascente berlusconismo.

Ma – sottolineano – in maniera distinta dal Pd.

Artifizi, equilibrismi e nulla più. Petali, schegge, frammenti di un passato duro a morire.

Sullo sfondo la preoccupazione che questa marmellatona postdemocristiana con centrodestra e centrosinistra per ingredienti finisca col corrodere Parlamento e Istituzioni al pari del vomitevole Blob del film di fantascienza anni ’50, Blob che distruggeva uomini e cose…