M5s e furbetti, il pacco bomba delle Iene era un pacco dono

M5s e furbetti, il pacco bomba delle Iene era un pacco dono

14 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

Campagna elettorale piena di argomentazioni sconclusionate e vendita di illusioni. E la questione furbetti del bonifico che diventa un vantaggio per il M5s e un boomerang per chi la cavalca.

Schegge di campagna elettorale, argomentazioni sconclusionate e fraudolente vendite di illusioni

Schegge di campagna elettorale, frammenti di argomentazioni sconclusionate, fraudolente vendite di promesse e illusioni. A poco più di due settimane dal voto emerge sempre più il desolante spessore intellettuale e politico dei leaders della conservazione che si mimetizzano tra Destra e Sinistra, dei leaders da sempre geneticamente guardiani degli Establishment nazionali, europei e mondiali.

Ecco il quadro aggiornato dello squallore imperante:

Il Pd sta recuperando”.

In calce l’autografo del premier Gentiloni. Il Conte Paolo parla come Walter Veltroni. E cerca di imbrogliare i potenziali elettori con la stessa argomentazione che usò il Fondatore e primo Segretario del Pd nelle vesti di candidato premier.

Finì con una sonora bastonata ricevuta dall’Immarcescibile di Arcore. Annunciò l’esilio in Africa, Veltroni. Promessa mai mantenuta.

E ora per rinnovare il danno è nuovamente pronto a scendere in campo. Champagne! Al Nazareno brindano…

Ovviamente non è tutto. Da un lato Paolo il Freddo, dall’altro lato Silvio l’Annebbiato sempre più in versione Villa Arzilla con numeri, sigle, nomi, date e battute che gli ubriacano la mente e che lo espongono alla pena degli interlocutori (vedesi lo sgangherato show di ieri in Confcommercio).

Al centro tra i Due ecco l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno, ovvero l’Errore fatto persona. E’ in totale confusione mentale. E’ tutto sbagliato il Capetto del Nazareno. E’ sbagliato nei toni da bar dello Sport, nell’uso delle parole, nella mimica facciale, nella gestualità, nell’incedere ondeggiante. E’ la materializzazione dell’Antipatia, dell’Arroganza e della Presunzione. Non c’è dubbio, l’ondata del 4 marzo lo travolgerà.

Ci sono poi gli abbaianti e ringhianti della Lega e di Fratelli d’Italia. Sempre proni di fronte alla volontà del Frodatore Pregiudicato di Arcore continueranno ad abbaiare e a ringhiare guardandosi bene però dal mordere il Padrone.

Senza dire dei partitini post-alfaniani. Invenzioni di gente affetta da bulimia poltronara. Sparpagliate un po’ dappertutto, queste sigle-civetta hanno la duplice funzione: quella di irrobustire i prevedibili magri bottini del Pd e di Fi e quella di assicurare la sopravvivenza politica dei relativi capetti e capette.

Fuori quadro, distinto e distante dalla suddetta accozzaglia, il M5s al centro di una burrasca agitata soprattutto dai Mezzi di Informazione illuminati dal conformismo e guidati dall’obbedienza ai rispettivi Padroni.

M5s, dalle Iene più un pacco dono che un pacco bomba

Ma i media renzusconiani hanno fatto male i conti. Già, perché quello che le Iene Mediaset hanno recentemente recapitato ai Cinquestelle doveva essere un pacco-bomba. Sta finendo per rivelarsi un pacco-dono.

Sta finendo per trasformarsi in boomerang per quanti speravano di poter crocifiggere i Cinquestelle.

L’ingordigia dei furbetti del bonifico (una decina in tutto rispetto al gran numero di eletti 5s) ha infatti consentito al Movimento di ripetere e di urlare urbi et orbi i tagli agli stipendi dei propri parlamentari, di rendere nota per l’ennesima volta l’entità del fondo messo a disposizione a favore della piccola imprenditoria di cui si son giovate circa 17mila persone grazie alle donazioni volontarie, di rivendicare la propria tenuta etico-morale di fronte alle accuse scorrettamente trasferite dai singoli furbetti all’intero Movimento dalle disoneste versioni e interpretazioni fornite dai media.

Un boomerang del quale i primi a subire i devastanti effetti sono stati l’incauto Massimo Franco e l’ondivago Massimo Giannini ieri sera ospiti di La7 nel programma dell’ambiguo Giovanni Floris dalle domande sciocche ed infantili.

Alessandro Di Battista li ha silenziati tutti, padrone di casa incluso. Esponendo fatti e non con chiacchiere a buon mercato.