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M5s, il risveglio dopo le “legnate amiche”. Di Maio a tutto campo su Facebook

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guardiani del tempo salvini di maio

Il risveglio dopo le “legnate amiche” di questi giorni. Il M5s – attraverso il suo Capo politico nonché vice premier e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio – alza la voce e detta le proprie condizioni su due misure che recano la propria griffe.

Il Ministro del Lavoro assicura: “Il Reddito di cittadinanza parte a marzo”

Il Reddito di Cittadinanza – checché ne dica il Sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti – si farà e partirà entro marzo. Parole chiare, queste di Di Maio. Parole che suonano quasi di sfida alle riserve leghiste. Parole pronunciate nella prima diretta Fb della giornata. Una diretta ad hoc.

Ma non è tutto.

Di Maio alza la voce anche sulla misura Anticorruzione in materia di prescrizione dei reati.

“Lo stop alla prescrizione è nel Contratto di Governo”

“Lo stop alla prescrizione deve entrare nel decreto “spazza corrotti” – avverte il Capo Cinquestelle nella seconda diretta Fb della giornata- perché l’emendamento del Ministro Bonafede è in linea con il contratto di governo. E’ la norma contro i furbi”, sottolinea Di Maio.  “In questo Paese- aggiunge – i più grandi furbetti del quartierino, i furbetti politici, si sono salvati dai processi grazie alla prescrizione, non la povera gente. Tra loro Licio Gelli”, E poi la stoccata alla Lega, l’Alleato di Governo che aveva espresso riserve sullo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado. “Forse ci sono dei problemi interni alla Lega, non lo so e non mi interessa”, liquida Di Maio.

Il Capo politico Cinquestelle si appropria per un giorno dello strumento caro a Matteo Salvini. E non a caso usa toni salviniani, toni che la dicono lunga sulle tensioni presenti nella compagine gialloverde. Il grado di sopportazione tra i due soggetti politici dalle diverse sensibilità è al limite. La misura è quasi colma. E chissà fino a qual punto il collante rappresentato dal “Contratto di Governo” riuscirà a tenerli insieme. Interrogativo legittimo anche in considerazione dei sempre più frequenti segnali di insofferenza che si levano dalla base pentastellata.

Ormai è una questione di nervi. Di nervi saldi almeno fino alle prime corresponsioni del Reddito di cittadinanza e dell’aumento a 780 euro mensili delle pensioni minime. Per il M5s la campagna elettorale europea si giocherà facendo leva anche su queste due fondamentali misure di contrasto alla povertà. E’ una partita che non può perdere.

02/11/2018  h.17.45