M5s, mala tempora per Luigi Di Maio. Tra sospetti, arsenico e vecchi giochetti

M5s, mala tempora per Luigi Di Maio. Tra sospetti, arsenico e vecchi giochetti

17 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

Mala tempora per Luigi Di Maio, cupe nubi si stagliano all’orizzonte. Tra queste quella scurissima che avvolge il sospetto secondo il quale –  tra i Gialloverdi – qualcuno stia puntando all’incidente di percorso. Con l’eventuale contributo del Quirinale, sussurrano voci di dentro.

Da Mattarella alla Ue, da Salvini alla Informazione attacchi concentrici ai Cinquestelle

Sergio Mattarella – lasciano infatti intravedere – potrebbe non firmare la Manovra prestando così il fianco ai Cerberi della Ue.

A questo punto il Documento contabile tornerebbe in Parlamento, Parlamento che pari pari lo rispedirebbe al Colle il cui Inquilino non avrebbe più scelta e sarebbe obbligato a firmarlo. Si aprirebbe – di fatto – un conflitto istituzionale senza precedenti.

 

Un via vai di letterine simile a quello delle missive dei giorni scorsi sull’asse Palazzo Chigi-Bruxelles.

Un via vai con l’unico scopo di mettere all’angolo il M5s, la forza politica che si è fatta carico di gran parte della Manovra con l’introduzione del Reddito di cittadinanza e con l’aumento a 780 euro nmensili delle pensioni minime.

Sospetti, arsenico e vecchi giochetti…

Ma non è tutto. Per i pentastellati c’è anche un fronte interno e un altro aperto con l’Informazione.

Intanto la Sinistra interna dà segnali di insoddisfazione…

“Fino a quando il M5s riuscirà a sopportare l’arroganza, i toni e la rozzezza di Matteo Salvini?”. E’ l’ interrogativo che ricorre con sempre maggiore frequenza tra gli osservatori e i simpatizzanti verso i Cinquestelle. Un interrogativo che turba Di Maio.

L’ultima querelle in ordine di tempo sui rifiuti rappresenta l’ennesima scheggiatura tra due soggetti politici che hanno ben poco in comune.

 

Forza Antisistema il M5s, perfettamente integrata nel Sistema la Lega da anni con le mani in pasta della Cosa Pubblica, dalla partecipazione ai Governi Berlusconi alla gestione di svariate Amministrazioni locali alla strabordante invasività di Matteo Salvini, il leader della Lega nonché Ministro dell’Interno tuttologo che – mentre le Stelle stanno a guardare – si occupa di faccende non riguardanti il suo Ministero.

Silenti, troppo silenti i Cinquestelle in materia di diritti civili e sociali. Un silenzio che alla lunga potrebbe penalizzarli. La componente di Sinistra dell’elettorato 5s continua a lanciare segnali di insoddisfazione. A Luigi Di Maio e agli altri della compagnia il compito di interpretarli.

Il tutto mentre continua il fuoco incrociato sui Cinquestelle da parte di quanti indossano i panni dei custodi a difesa della “sacralità” della professione giornalistica. Lo fanno spalleggiati dalle “puttane” e dai “puttani” che dirigono il traffico nei talk show politici televisivi.

17/11/2018  h.09.55