M5s non paga più essere nè di Destra nè di Sinistra e senza scala di valori

M5s non paga più essere nè di Destra nè di Sinistra e senza scala di valori

29 Maggio 2019 0 Di Marino Marquardt
Assodato che il voto europeo ha confermato la crisi di identità e politica del M5s e assodata la infondatezza delle strampalate argomentazioni addotte a giustificazione delle pesanti sconfitte in occasione delle recenti Regionali, è tempo di mettere il dito sulla piaga.

Crisi di identità prima che politica

Questa del M5s è innanzitutto una crisi di identità prima che politica. E’ una crisi che ha prodotto i mesi di zerbinaggio a Matteo Salvini, è una crisi figlia della assente bussola valoriale.

Non basta più – insomma – urlare “Onestà” se questa parola poi si rivela priva dei giusti contenuti.

Il concetto di “Onestà” non supportata da una scala valoriale si rivela infatti vago e finisce col rivelarsi soltanto astratto e sterile enunciato.

Detto ciò, è evidente che i Cinquestelle non abbiano chiaro il concetto di “Onestà” e che finiscano col confonderlo con quello di “Legalità”.

Ma la trasparente “Onestà” interiore fondata su una cristallina scala di valori è parente soltanto alla lontana di quella “Onestà” fondata sulla Legalità, ovvero sul rispetto di Leggi talvolta mutevoli e talvolta eticamente discutibili (ricordate le leggi ad personam?).

Già perché il Legislatore non sempre è a sua volta intellettualmente onesto e irreprensibile (ricordate la maggioranza dei parlamentari che sostenne il teorema “Ruby nipote di Mubarak”?). Ne consegue che le Leggi risentano della mano di chi le scrive.

L’attualità degli interrogativi di Zagrebelsky

Non a caso, in merito, Gustavo Zagrebelsky ha recentemente scritto:

“Rispettare le leggi è un obbligo. Sempre? Anche quando violano principi costituzionali e sono in gioco valori ultimi come la vita e la dignità delle persone? Dai tempi della rivolta dell’Antigone di Sofocle è il grande dilemma del diritto. Ma senza il coraggio non può esserci libertà. Appellarsi alla legge è, di norma, la difesa contro l’arbitrio la violenza e la paura. Le leggi, dicevano gli Antichi, sono mura che proteggono la città. Perciò, alle leggi si deve ubbidire. Lo dice, come cosa ovvia, anche l’art. 54 della Costituzione. Ubbidire sempre? Anche quando la legge legalizza arbitri, violenza e paura? Davvero la Costituzione immagina, come ideale, una massa d’individui passivi, marionette mosse dai fili tenuti in mano da un burattinaio?”.

Un interrogativo al quale è possibile rispondere soltanto facendo riferimento alla scala di valori individuale.

Referendum su Di Maio? Un vero leader di fronte alla disfatta si dimette!

Ed ecco il nodo da sciogliere: qual è la scala dei Valori del M5s, qual è la scala dei Valori dei parlamentari, degli iscritti e dei simpatizzanti Cinquestelle?

Il dichiararsi né di Destra né di Sinistra apre una finestra sul vuoto morale.

E la stessa parola d’ordine “Onestà” alla luce di quanto scritto appare un vago e ambiguo imperativo categorico. E l’ambiguità, la vaghezza etica-morale le si sono viste anche in occasione del voto SalvaSalvini e in occasione dei disperati salvati dalle navi Ong e della Marina Italiana.

Ciliegina sulla torta, il recente ventilato referendum sulla piattaforma Rousseau in merito al ruolo e al futuro di Luigi Di Maio.

Un’altra pagliacciata al pari della consultazione in Rete sul SalvaSalvini.

Un vero leader politico – di fronte a una disfatta dalle apocalittiche dimensioni – si dimette e non aspetta che siano gli altri a metterlo alla porta. Punto!

29/05/2019 h.08.0