M5s, Pd, Lega, Centrodestra: vomitevole gioco delle parti di vincitori e vinti

M5s, Pd, Lega, Centrodestra: vomitevole gioco delle parti di vincitori e vinti

07 Aprile 2018 0 Di Marino Marquardt

Di Maio al Pd: “La guerra è finita trattiamo”. E Renzi: “Sì, ma a condizione che rinunci a premiership”. E anche Berlusconi ci mette il suo nel gioco delle parti di questi giorni.

M5s, la evoluzione troppo rapida sta producendo inquietanti segnali di degenerazione politica

“Impossibile negarlo, c’è inquietudine nella base del M5s. E non soltanto tra i duri e puri. Troppo repentina la metamorfosi, troppo veloce il cambiamento di pelle, troppi i rospi già ingoiati da attivisti e simpatizzanti”, scrivevamo ieri.

Oggi la Repubblica.it in apertura di pagina titola: “Di Maio al Pd: “La guerra è finita, diamo un governo al Paese”. E nel sommario si legge: “Niente veto su Renzi, alla Lega dico: Berlusconi rappresenta il passato”.

E l’ex Capo Scout a stretto giro risponde: “Trattiamo se Di Maio rinuncia alla leadership”.

Non vi sembra troppo anche per i più forti di stomaco?

A questo punto non ci sarebbe da sorprendere se dalla base del M5s si levasse una forte contestazione nei riguardi del Capo politico e della Casaleggio Associati; a questo punto non ci sarebbe da meravigliarsi se qualcuno invocasse i ritorni di Beppe Grillo e di Alessandro Di Battista in prima linea.

Dallo sciagurato No a Bersani nel 2013 alla voglia di inciucio nel 2018

Dallo sciagurato No a Bersani del 2013 alla voglia di inciucio del 2018. Tutto ciò è figlio di una evoluzione troppo rapida del M5s, evoluzione che oggi sta dando forti segnali di degenerazione. E sottolineo: parole – queste – da parte di uno come il sottoscritto che ha sempre sostenuto la necessità per il M5s di cercare alleanze di alto profilo. Di alto profilo, appunto…. Questa che Di Maio oggi propone è invece una schifezza!

Detto ciò, è inutile cercare di indorare la pillola. E’ vomitevole la commedia che stanno mettendo in scena i vincitori e i vinti del 4 marzo scorso. Pagliacci, buffoni, clown travestiti da leader. I ladri di Pisa oggi sembrano poca roba al loro cospetto. Sono forse uomini questi? Sono uomini questi taroccatori travestiti da politici?

La sceneggiata continua del Cantrodestra

Il discorso ovviamente include anche i saltimbanchi capriolisti del Centrodestra. Hanno ritrovato l’intesa il Delinquente abituale di Arcore e il leghista Matteo Salvini mentre l’ancella Giorgia Meloni serviva loro il caffè. Andranno insieme al Colle. E tra poco meno di sette giorni all’uscita dei Tre dal colloquio col Presidente Sergio Mattarella più che alle parole sarà interessante prestare attenzione all’espressione dei volti, alla postura di ciascuno, al linguaggio dei corpi e alla formazione con cui la pattuglietta si presenterà ai microfoni per le dichiarazioni di rito. Chi parlerà? L’Immarcescibile accetterà il ruolo di anziano e silente valletto che intende assegnargli il Leghista? E la Meloni farà soltanto tappezzeria?

Pd, gli zombies della minoranza recuperano l’uso della parola in vista dell’Assemblea del 21 Aprile

Senza dire della fronda antirenziana che agita il Pd. Alcuni zombies della minoranza Dem hanno recuperato l’uso della parola in vista dell’assemblea nazionale del 21 aprile in cui sarà eletto il nuovo Segretario e saranno fissati i nuovi equilibri interni. Poca roba in vista dei fuochi artificiali annunciati per quel giorno. Sempre che non li portino con le micce bagnate…

Il tutto mentre il Giovane Becchino della Morgue del Nazareno ha fissato il proprio covo nella sede della Società farmaceutica del capogruppo toscano (che coincidenza, ancora un toscano…) al Senato Andrea Marcucci, covo nel quale ha trovato temporanea sistemazione anche la banda dei fedelissimi composta da Luca Lotti, Maria Elena Boschi, Ettore Rosato, Lorenzo Guerini, Matteo Orfini, Graziano Delrio e dallo stesso Marcucci. Nel mirino il Segretario reggente Maurizio Martina.

Inutile dire, l’abito del congiurato all’ombra di cappucci, grembiulini e compassi si addice sempre più all’ex Capo Scout…