M5s vampirizzato da Salvini. D’obbligo e pressante la svolta a Sinistra

M5s vampirizzato da Salvini. D’obbligo e pressante la svolta a Sinistra

02 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

In stand by gli osservatori della Politica nazionale e in stand by il M5s. In stand by attendendo l’esito dell’improbabile – e gonfiato dai sondaggi – manifesto neo-moderato di Carlo Calenda, in stand by attendendo di vedere come andrà a finire il Congresso Pd.

I Cinquestelle attendono l’esito delle Primarie del Pd

Un clima di attesa accentuato dalle sempre più frequenti tensioni che si registrano nel Governo.

Già, perché l’invadenza salviniana sta sempre più stretta ai Cinquestelle. E le sempre più frequenti divisioni testimoniano la precarietà della “Società” tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Sta mostrando infatti i punti critici l’accordo M5s-Lega, un sodalizio fondato su un contratto e non improntato alla comune sensibilità, al comune “sentire” delle parti. Un “sentire” spesso addirittura antitetico. Non a caso è forte l’impressione che la crisi di nervi dalle parti dei Cinquestelle sia ultimamente perennemente in agguato.

In questo scenario appare inevitabile che dalle parti del M5s si guardi al Congresso del Pd con grande interesse malgrado i Cinquestelle facciano del loro meglio per non darlo a vedere.

E se sarà – come indicano i sondaggi – Nicola Zingaretti il nuovo segretario e se Matteo Renzi e ciò che resta della sua truppa saranno relegati in ruoli ininfluenti, si potrebbe aprire una nuova pagina nei rapporti tra M5s e Pd…

E’ infatti urgente per il M5s adottare contromisure che arrestino l’emorragia di consensi e che lo liberino dalla sudditanza alla Lega.

Il M5s deve decidere cosa fare da grande

Il M5s deve decidere cosa fare da grande. E di fronte alla avanzata della Destra salviniana i Cinquestelle non possono inseguire gli attuali “soci di Governo” sullo stesso terreno. Devono fare una scelta alternativa, una scelta che li renda portatori dei valori della Sinistra e del Cristianesimo sociale. Valori che sono nelle corde del Movimento.

I Cinquestelle devono dar vita a una svolta che li contrapponga agli egoismi, al razzismo, al cinismo, al sovranismo salviniano.

In questa ottica una eventuale intesa col Pd zingarettiano depurato dalla tossicità renziana potrebbe rendere possibile la concretizzazione di quelle riforme che da anni aspetta il Paese. E potrebbe dar vita – sotto il profilo valoriale – ad un quadro governativo certamente più coerente dell’attuale.

Sempre che – nel caso di contemporanei successi di Zingaretti e del manifesto di Calenda – non nasca un conflitto di leadership tra i Due. Accadesse, le cose si complicherebbero ulteriormente in merito ad una eventuale intesa M5s-Pd.

Ma tranquilli, l’ipotesi di scuola per quanto riguarda il progetto dell’ex Ministro pariolino appare del tutto peregrina.

Per il M5s d’obbligo, dunque, la freccia a Sinistra. E senza perdere altro tempo. L’opera di vampirizzazione di Matteo Salvini ha già fatto troppi danni. Danni di immagine e di contenuti.

A Sinistra praterie da conquistare

Senza dire che dal punto di vista strettamente utilitaristico a Sinistra vi sono praterie da conquistare, praterie lasciate libere dai delusi verso i partiti di area, gente delusa che – di fronte a nuovo credibili scenari – potrebbe farvi ritorno assottigliando il Partito del Non Voto.

A Destra, invece, il terreno è fin troppo affollato e gli spazi sono tutti occupati…

Qualcuno – per favore – riferisca ciò a Di Maio e compagnia bella…

02/02/2019  h.09.30