Macron e l’Affaire Benalla, ma in che mani è finita la Francia?

Macron e l’Affaire Benalla, ma in che mani è finita la Francia?

02 Gennaio 2019 0 Di Corrado Corradi

Torna a far parlare di sè Alexandre Benalla, ex guardia del corpo di Macron impegnato in missioni diplomatiche in Africa con Hababou Solomon.

Macron e l’Affaire Benalla, ma in che mani è finita la Francia?

Da ultimo lo abbiamo visto nei boulevards di Parigi dove, travestito da gendarme del CRS menava gli studenti che protestavano per la politica di Emmanuel Macron. Poi, Benalla Alexandre (il cui nome di battesimo – o circoncisione – é Marwan), già responsabile della sicurezza ravvicinata di Macron (e anche qualcosa di più) è stato silurato con biasimo sotto la spinta dell’indignazione popolare e istituzionale.

Ma è tornato a far parlare di sé per aver accompagnato in giro per Ciad e Congo una delegazione francese di alto profilo imprenditoriale ed aver pranzato o cenato nientepopodi meno che con i capi di stato di quei due Paesi… 

Nella lingua di Molière, i miei amici francesi si chiedono «Comment a-t-il pu rencontrer des chef d’Etat?».

Beh, c’é da dire che, quando lo ha allontanato con biasimo, l’Eliseo lo ha sì privato di alcuni benefit di cui godeva, ma ha “dimenticato” di ritirargli un passaporto diplomatico, anzi due, perché – chissà perché – il Benalla di passaporti diplomatici ne aveva appunto una coppia.

E gli amici d’oltralpe a chiedersi ulteriormente «mais comment est il  possible… pas un, mais deux passeports diplomatiques à un voyou?».

Beh, quanto a voyous, cari amici siete messi bene, il più famoso che si sia visto aggirarsi all’Eliseo era addirittura un certo Napoleone, indicato anche come «le voyou corse» ossia la «il delinquente corso».

Si vede che é nelle cifre della più alta istituzione «Républicaine» riservarsi possibilità di agire in maniera canagliesca…

Basti pensare alla politica di François Mitterand, le President che ha concesso asilo ai terroristi “rossi” (per quelli “neri” non c’era trippa per gatti) che fuggivano dall’Italia. Grazie a quella politica di quel Presidente galantuomo, stiamo ancora cercando di acciuffare quel manigoldo assassino di Battisti.

Ma, tornando a Benalla, scopriamo dunque che se ne é andato in giro per alcuni Paesi africani, sicuramente Ciad e Congo, con ben due passaporti diplomatici.

E il particolare non è affatto un dettaglio, perché se fosse capitato in Italia ci saremmo garantiti almeno una ventina d’anni di sbertucciamento dai nostri cugini d’oltralpe.

Benalla in giro diplomatico con Hababou Solomon

Come se non bastasse, ad accompagnare la ex guardia del corpo del presidente Macron, un affarista franco-israeliano noto per la pochezza di scrupoli e che risponde al nome di Hababou Solomon, già impegnato a tessere una torbida ragnatela di interessi e strategie con il Qatar.

Ora, viene automatico «shakerare» una serie di dati (purtroppo non verificabili ufficialmente perché tenuti occulti):

  • fino al 2018, e fino al momento dello scandalo del proditorio pestaggio di alcuni studenti in uniforme della CRS, Benalla era un «responsable de securitè publique et privée, chargé de mission et coordinateur de différents services lors des déplacement officiels et privés du Président de la République»
  • oltre ad essere stato organico ad una loggia massonica del Grande Oriente di Francia, lo stesso Benalla risulta vicino alla Fratellanza Musulmana e la loggia a cui aderiva é intitolata all’Emiro Abdelkader e rappresenta il trait d’union della massoneria francese con la speculare massoneria islamica dei Fratelli Musulmani
  • la Fratellanza Musulmana é domiciliata in Arabia Saudita;
  • Israele ha stretto una alleanza strategica, apparentemente «contro natura» proprio con l’Arabia Saudita, sembrerebbe in funzione anti Iraniana;
  • Hababou Solomon (ma anche Haim Solomon e Philippe Solomon) é un franco-israeliano, «freelance» della diplomazia, soprattutto parallela, e dispone di passaporti francese, israeliano e della Guinea Bissau (diplomatico); inoltre, negli anni 2000 era indicato come referente dell’Areva per l’Africa e nel 2010-2011 come sostenitore della ribellione libica a Ghaddafi.

Di fronte al mix che vien fuori dallo shaker fa passare in secondo piano se Benalla fosse o no in possesso di uno o due passaporti diplomatici.

Ma fa sorgere, spontanea, la domanda: ma in che mani si è messa é la Francia?