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Di Maio, l’ultima capriola: intesa con Pd e Fi. Ma lui smentisce…

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Luigi Di Maio

Ennesima capriola del leader Cinquestelle Luigi Di Maio: secondo la Reuters ha detto sì a un’intesa con Pd e Fi. Ma l’interessato smentisce. Chi mente?

C’è da domandarsi dove troveranno la forza i “compagni” di Bologna per votare Casini nella lista del Pd e c’è altresì da chiedersi dove troveranno il coraggio i sostenitori fiorentini duri e puri del M5s di votare l’Ex Renziano irriducibile sostenitore del Sì al Referendum.

Due casi, due esempi, che la dicono lunga sull’inquinamento e sul grado di contaminazione delle due maggiori forze politiche del Paese.

L’ultima capriola di Di Maio

Sconcertano le clamorose quanto silenziose e striscianti aperture del candidato premier pentastellato Luigi Di Maio.

Aperture in evidente violazione dei principi della Bibbia grillina. Aperture silenziose che cercano di fare apparire normale ciò che per il M5s non dovrebbe essere normale. Come il fatto ad esempio di candidare gente fino a ieri impegnata su fronti avversi.

Una cosa è accantonare lo stolto rigore formale e gli infantili dogmi che hanno accompagnato la nascita e la crescita delM5s, altra cosa è mettere in secondo piano le istanze etiche fino ad ieri Fari del Movimento.

E il fatto che Di Maio dichiari che “gli ex renziani non sono appestati” è in tal senso inquietante. E’ una bestemmia. Ricordo infatti che fino ad ieri bisognava avere il “casellario politico” lindo dall’anno di nascita del M5s per poter accedere alle candidature; bisognava, in altri termini, non aver militato in altri partiti dall’anno di nascita del Movimento.

A tal proposito non bisogna del resto confondere l’auspicio di molti affinché il M5s diventi partito, che si normalizzi, che apra ad intese con altre forze politiche, con la rinuncia e con la perdita della originaria tenuta etico-morale.

Diventare adulta e onesta forza politica è un fatto, altra cosa è inguacchiarsi come gli altri partiti. Ci riflettano i leader pentastellati. Tra l’intransigente oltranzismo manicheo di Grillo e le capriolistiche affermazioni di Di Maio c’è infatti una terza via. Quella della onesta normalità.

Intanto – non bastassero contorsionistiche e destabilizzanti trovate di Di Maio dalle nostre parti – la britannica agenzia di stampa Reuters lancia una bomba devastante per la base pentastellata se confermato il contenuto virgolettato:

“M5s pronto a governo con Pd, Fi e Lega. Lo ha detto Di Maio a incontro investitori a Londra”,

si legge infatti nel lancio di stampa relativo alla visita di Di Maio a Londra.

Di Maio, da parte sua smentisce tale affermazione. Equivoco linguistico, errore di interpretazione lessicale, lapsus cercato o cosa? Di certo qualcuno mente.

Il tutto mentre su uno dei versanti opposti fa notizia il coccolone che ha costretto al pit stop il Frodatore di Arcore. I medici gli hanno imposto di sospendere la campagna elettorale e ieri ha dovuto rinunciare all’invito nel salotto del Vespone nel quale avrebbe certamente ripetuto che i Cinquestelle non hanno fatto niente nella vita, che sono pauperisti, che Di Maio non è laureate, ecc…

Le solite banali sciocchezze insomma come quelle recitate nei sempre uguali e interminabili spot tv che reclamizzano per i soliti allocchi i loro prodotti di infima qualità.

Inutile dire che il coccolone che ha fermato il Frodatore Pregiudicato ha riproposto un interrogativo che da tempo serpeggia tra quanti si occupano di politica.

Questo: cosa sarà del Centrodestra se Berlusconi sarà costretto a fermarsi? E cosa sarà delle Larghe Intese? I prossimi giorni forniranno indicazioni più chiare in merito.