Malapasqua per il Napoli. La squadra senza capo né coda si inchina all’Arsenal

Malapasqua per il Napoli. La squadra senza capo né coda si inchina all’Arsenal

18 Aprile 2019 0 Di Marino Marquardt

Scherzi di cattivo gusto del calendario di quest’anno, nella sera del Giovedì Santo – quello dell’ultima cena secondo il racconto dei Vangeli – il San Paolo annuncia al Napoli la Malapasqua. Una fucilata su calcio piazzato di Lacazette spegne l’ultimo sogno degli adoratori napoletani della pedata. L’Arsenal bissa il successo della gara di andata.

Cala il sipario sulla fallimentare stagione

Anche se in parte scontata, è dunque amara la sorpresa uscita dall’uovo confezionato dalla premiata Ditta ADL-Ancelotti.

Passa l’ultimo treno della stagione e i partenopei non riescono a saltarvi su. E sfuma l’ultima illusione dei tifosi. E cade anche l’ultimo alibi su una fallimentare gestione societaria e tecnica.

I tifosi ora si preparino ad ascoltare le invettive e le frustate contro il tecnico da parte delle Solite Banderuole che fino a poche ore fa ne avevano sostenuto le scelte.

Il sottoscrittto – non essendo iscritto al Club delle Canne al Vento dell’Informazione – rivendica la fondatezza delle critiche avanzate fin dall’inizio della stagione.

Critiche rivolte al progetto societario e non a Carlo Ancelotti.

Il Padrone del Napoli ha rotto un giocattolo quasi perfetto al quale mancavano piccoli ritocchi per renderlo prestigioso prototipo di quel calcio elegante che oggi sembra saper abbozzare soltanto l’Ajax, spregiudicato fustigatore della Madama bianconera.

ADL ha rotto il giocattolo per questioni viscerali (non sopportava più Maurizio Sarri) adducendo a scusante l’indimostrabile teorema secondo il quale i programmi societari si fondano su cicli triennali. E – secondo ADL – il ciclo di Sarri si era esaurito con il secondo posto e i 91 punti della scorsa stagione…

Teorema – ripeto – indimostrabile.  Non è infatti scritto da nessuna parte che i cicli calcistici debbano avere un respiro di tre anni… Scelta scellerata – dunque – sulla quale ci sarebbe ancora molto da scrivere. Scelta scellerata avallata anche dai soliti lacché dell’Informazione cartacea e televisiva. Si sono sprecati i peana a favore del Nuovo Allenatore, a dimostrazione che Ancelotti – a differenza di Sarri – gode di molte amicizie nell’ambiente…

Il pluridecorato Tecnico ha preso una squadra non sua alla quale ha cancellato i connotati sarriani senza sapere conferirne nuovi.

Ed è andata come è andata…

Ora l’ennesima rifondazione, l’ennesima Tela di Penelope

Napoli a questo punto da rifondare a misura delle esigenze dell’Allenatore.

Si tratta di dare inizio a una ennesima Tela di Penelope. E di costruire l’ennesima illusione…

La stagione, intanto, consegna agli archivi l’amaro bilancio 2018/19.

Le partite-chiave dell’annata (le due con la Juve, quella con l’Inter, lo “spareggio” di Champions a Liverpool, il quarto di Coppa Italia con il Milan e i quarti di Europa League contro l’Arsenal) la squadra di Ancelotti le ha perse tutte.

Senza dire del perduto appeal in materia di gioco. Dalla Grande Bellezza di Maurizio Sarri al Grande Caos di Carlo Ancelotti. Dal sogno perduto all’incubo, il passaggio è stato traumatico.

E la riprova degli effetti deprimenti del Disincanto sull’ambiente l’hanno offerta gli spalti del San Paolo pieni a metà per il match dell’anno. I vuoti dello Stadio sono lo specchio della raggiunta incapacità di sognare da parte dei tifosi.

A Napoli-Arsenal in molti hanno preferito la zuppa di cozze del Giovedì Santo. E questo fatto non è una spia del malessere della tifoseria; è un faro, è un riflettore sulla sfiducia dilagante della medesima!

Sulla partita poco da dire. Il solito scombinato Napoli visto dall’inizio della stagione. Una squadra senza capo né coda col pluridecorato allenatore nel secondo tempo pietrificato sulla panchina…

18/04/2019  h.23.00