Malta, il coronavirus e le paure degli italiani su Facebook

Malta, il coronavirus e le paure degli italiani su Facebook

19 Marzo 2020 0 Di Francesca Pierpaoli

Si chiamano “Italiani a Malta” e “Voglio vivere a Malta” e sono due dei più seguiti gruppi Facebook degli expat sull’isola. Il primo conta 47063 iscritti e il secondo 19228: numeri di tutto rispetto di una comunità – quella italiana – che si racconta e si specchia sui social. Italia Notizie24 ha intervistato Aldo Lepre, uno degli amministratori, per capire come gli italiani a Malta stanno vivendo l’emergenza coronavirus, le loro paure e speranze.

Aldo, visto che tra i due gruppi Facebook ogni giorno senti la voce di circa 66.000 persone, puoi dirci quali sono gli aspetti principali che hai registrato da quando è arrivato il coronavirus a Malta? 

Indubbiamente la sensazione iniziale, che si protrae fino ad oggi,  è stata la preoccupazione, unita ad una giustificata dose di allarmismo da parte di tanti. Ricordiamoci che a Malta il virus è arrivato qualche settimana dopo l’Italia, perciò tutti erano già a conoscenza degli effetti e delle conseguenze. Praticamente si aspettava solo che scoppiasse il primo caso, e quando poi è successo molti, anche quelli inizialmente scettici, si sono resi conto della gravità della situazione.

Quali sono i problemi maggiori riscontrati dai membri del gruppo?

Parlando a grandi linee, come si può fare quando si tratta di un elevato numero di persone, direi che le problematiche più grandi sono state quattro.

La prima, senza alcun ordine di importanza, è la preoccupazione per il rischio di perdere il lavoro. Purtroppo, a parte l’aspetto della salute, questo virus comporta anche un grave danno economico, che colpisce diverse aziende e di conseguenza molti temono per il loro posto di lavoro: considerando che tanti italiani operano nel campo turistico/ristorazione, saranno purtroppo coloro che probabilmente ci rimetteranno maggiormente. Tra questi rientrano anche gestori di attività e self employed vari.

Questo di conseguenza porta alla seconda preoccupazione, cioè come fare per vivere e pagare l’affitto una volta che uno non ha più un introito. In questi giorni lo stato ha emanato degli incentivi proprio per questi casi specifici che speriamo diano una mano alle persone che si trovano in questa situazione. Per fortuna anche alcuni proprietari di casa e di negozi/locali hanno provato a contribuire, ma si agisce su base personale, di coscienza, visto che al momento non c’è una regola.

Il terzo problema, che adesso sembrerebbe risolto nella maggiore parte dei casi, è quello del rimpatrio. Per svariati motivi personali un numero considerevole di persone aveva intenzione di rientrare in Italia il prima possibile. Inizialmente essendo l’Italia il primo stato con cui sono stati bloccati i viaggi era nato un sentimento di paura tra costoro. Ma alla fine, tra voli charter e viaggi via mare, sembra che la maggiore parte degli interessati sia riuscita a rientrare.

Il quarto problema è la famosa quarantena. Ovviamente era/è giusto rispettarla, ma è comprensibile che sia a livello pratico che mentale sia una situazione molto stressante ed scomoda. Comunque si tratta di un’azione doverosa e responsabile, meno complicata di altre situazioni e che si supererà in 14 giorni.

Lati positivi: e la solidarietà? 

Parlando strettamente a livello di gruppi Facebook, direi che durante questa situazione surreale uno può notare che le persone tirano fuori il peggio ed il meglio di sé. Evitando di parlare di quelli che esibiscono maggiormente il loro lato negativo, posso dire che sono tanti quelli che hanno provato e provano a contribuire in modo positivo durante questo periodo.

In primis mi piace evidenziare l’iniziativa presa da alcuni ragazzi che, divisi per zona, hanno offerto aiuto alle persone in quarantena portando la spesa e le prime necessità. Una catena di solidarietà spontanea e davvero lodevole.

Idem per quanto riguarda i membri in generale. Alcuni, spesso i frequentatori regolari dei gruppi, si sono mostrati pronti ad aiutare a livello informativo quando serviva. Con molta umiltà aggiungo che anche noi admin abbiamo cercato di fare del nostro meglio, provando ad essere il più attivi possibile soprattutto nel tenere aggiornati i membri con le informazioni più importanti e come sempre dando consigli là dove rientra nelle nostre competenze.

Anche a Malta sono stati organizzati alcuni flash mob in contemporanea con quelli fatti in Italia. Magari meno importanti a livello di numeri, ma sicuramente un gesto simpatico e soprattutto di incoraggiamento per tutti coloro che stanno combattendo “in prima linea”, a cui va il ringraziamento di noi tutti, ovunque essi stiano operando in ogni angolo del mondo.