Manovra e Agenzie di Rating, la bufera diventa bonaccia. Tra Roma e Ue toni accesi

Manovra e Agenzie di Rating, la bufera diventa bonaccia. Tra Roma e Ue toni accesi

27 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Lo scontro – è ormai sotto gli occhi di tutti – è sempre più politico e sempre meno economico.

UE, dalla indulgenza mostrata verso i precedenti Esecutivi – da Monti a Gentiloni – alla severità verso il Governo pentaleghista

L’annunciata temuta bufera economico-finanziaria sul Governo Conte si trasforma in bonaccia mentre i toni delle tensioni politiche tra il nostro Paese e Bruxelles si fanno sempre più aspri. Sono le due facce della guerra tra l’Esecutivo pentaleghista e i Vertici della UE. Lo scontro – è ormai sotto gli occhi di tutti – è sempre più politico e sempre meno economico. Una convinzione che nasce anche dal considerare l’indulgenza in materia di soldi mostrata in  passato da Bruxelles nei confronti dei precedenti Governi, da Monti a Gentiloni. Ma quelli – si fa notare – erano Esecutivi politicamente ed economicamente disciplinati, allineati e coperti verso il Sistema mentre l’attuale Governo guidato da Giuseppe Conte e sostenuto dal Capo politico del M5s Luigi Di Maio e dal Leader della Lega Matteo Salvini vuole rivendicare l’autonomia delle scelte.

Detto ciò, dal commento al fatto. Anche questo è un modo di fare la rivoluzione. Rivoluzione giornalistica abbattendo i vecchi cliché. (Un calcio alla regola anglosassone delle 5W: “Chi, che cosa, quando, dove e perché”. Una libertà, una trasgressione concessa in fase di commento e non di cronaca). Chiusa parentesi.

Standard & Poor’s promuove con riserva l’Italia

Nella tarda serata di ieri l’Agenzia di Rating Standard & Poor’s ha espresso l’atteso verdetto. Una sentenza che seppellisce i pronostici più cupi: S&P conferma le tre B e sancisce che i Titoli di Stato italiani non sono da annoverare tra quelli “spazzatura”. Un responso in controtendenza con quello espresso a inizio settimana dall’altra Agenzia di Rating, Moody’s. I Burattinai e gli Usurai che guidano le sorti dei cosiddetti “Mercati” mondiali evidentemente non la pensano allo stesso modo, evidentemente i condizionamenti dei Poteri esterni non sempre coincidono…

L’unica differenza rispetto all’ultimo Rapporto è nell’outlook. Standars & Poor’s indica infatti un outlook negativo. Nulla da allarmarsi, tradotto per il volgo significa che l’Italia economicamente è sotto osservazione, è “indagata” senza però alcuna conseguenza a breve termine.

Il Governo, dunque, può tirare un sospiro di sollievo, lo spread dovrebbe acquietarsi, la Borsa potrebbe ritrovare fiducia. La verifica lunedì, ad apertura dei Mercati.

Nervi sempre più tesi tra Roma e Bruxelles

Si inaspriscono intanto i toni tra Roma e Bruxelles. Nella rissa è entrato anche il Governatore della Bce, Mario Draghi. Lo scontro è tra guardiani del Sistema e Innovatori. Spettatori non disinteressati della tenzone Donald Trump e Vladimir Putin…

Intanto gli agonizzanti leader della UE attendono la letterina di rettifica sulla Nota di aggiornamento al Def entro il 13 novembre. Da Roma – giurano all’unisono Conte, Di Maio e Salvini – riceveranno la fotocopia della precedente. Sbeffeggiato, Jean Claude Juncker – presidente della Commissione UE – ordinerà l’avvio della Procedura d’Infrazione contro l’Italia. Tempi lunghi, della questione si occuperà il futuro Governo continentale. Senza dire che l’eventuale multa di circa 4 miliardi potrebbe non essere pagata dal nostro Paese in assenza di una precisa Normativa in merito. Sarebbe la prima volta – del resto – di un Paese messo in stato d’accusa da parte di una Istituzione che fa acqua da tutte le parti. Ma Pierre Moscovici raglia minacciosamente: “Valuteremo altre soluzioni”. Una risata – vedrete – lo seppellirà…

27/10/2018  h. 06.45