Manovra, lite con Ue e vendita immobili. Ecco 18 miliardi cash. Ma c’è un ma…

Manovra, lite con Ue e vendita immobili. Ecco 18 miliardi cash. Ma c’è un ma…

14 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

…E nella notte dal cilindro di Palazzo Chigi spuntarono 18 miliardi… Quasi l’importo di una intera Finanziaria, come si chiamava una volta.

Il cilindro magico di Luigi Di Maio e Matteo Salvini…

18 miliardi, è l’incasso preventivato dalla vendita di immobili dismessi di proprietà dello Stato e da anni abbandonati all’incuria. In primis le vecchie Caserme disseminate in tutta Italia ed ormai inutili cadenti strutture dopo la cancellazione del Servizio di Leva obbligatorio.

“Nella lettera a Bruxelles abbiamo scritto che aumentiamo le dismissioni degli immobili, ci impegniamo a mantenere il 2,4 di deficit ma reddito e pensioni, quota 100, rimborsi a risparmiatori truffati non cambiano e vanno avanti”, puntualizza il vicepremier Luigi Di Maio.

Le dismissioni, chiarisce Di Maio, “Non includono i gioielli di famiglia”, ma solo beni immobili di ordine minore.

Secondo fonti della Lega, queste dismissioni valgono l’1 per cento del Pil, 15 miliardi in soldoni. Ma c’è qualcuno che alla stima aggiunge qualche decimale tale da innalzare il valore a 18 miliardi.

Storia vecchia, se ne parla da anni

Storia vecchia, da anni si parla della vendita di Beni dello Stato non strategici e in condizioni di abbandono… Ma questa – assicurano dalle parti di Palazzo Chigi – potrebbe essere la volta buona. Staremo a vedere.

Inutile dire che il successo dell’iniziativa potrebbe d’incanto cancellare tutte le attuali difficoltà di Bilancio.

Ma… Ma c’è un “ma”. Un “ma” grande come una casa, un “ma” che dovrebbe essere cancellato a tempo di record.

Per rendere appetibili gli acquisti a compratori privati occorrerebbe infatti con urgenza cambiare la destinazione d’uso degli immobili. Una operazione della quale dovrebbero occuparsi i Comuni su cui sono presenti i manufatti in vendita. E considerando gli attuali tempi della burocrazia potrebbe essere una questione di anni, da calende greche. A meno che non si faccia suonare la sveglia anche negli ingranaggi degli Enti  locali…

Dal dire al fare – insomma – anche in questo caso, c’è di mezzo il mare. Anzi l’Oceano. Qualcuno vada a riferirlo a Di Maio e a Matteo Salvini…

Austria e Olanda intanto alzano la voce

Frattanto Austria e Olanda alzano la voce e invocano la procedura d’infrazione contro il nostro Paese. Ruggiti circensi, non conoscono i tempi delle liturgie di Bruxelles, non sanno che se ne parlerà (se se ne parlerà) a babbo morto, dopo le Europee. Di fronte a certo dimenarsi – chissà perché – torna alla mente il celebre pernacchio dell’indimenticabile Eduardo.

14/11/2018   h. 16.00