Marmellata renziana, tra gli ingredienti anche De Mita

Marmellata renziana, tra gli ingredienti anche De Mita

16 Novembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Cresce la ricerca degli ingredienti con cui realizzare la marmellata renziana del Pd in vista delle prossime elezioni politiche.

Marmellata renziana, tra gli ingredienti, anche De Mita

Ad arricchire di ingredienti la ricetta della marmellata renziana non provvederebbe soltanto Giuliano Pisapia (il condizionale è d’obbligo visti gli amletici tentennamenti dell’ex sindaco di Milano).

Ad insaporire maggiormente la leccornia immaginata dal Giovanotto di Rignano sull’Arno rispunta dal passato di ispirazione scudocrociata Bruno Tabacci con il suo sottobosco di moderati pronti a tutto per una poltrona (tra costoro spicca l’ex sindaco di Agerola Michele Pisacane già consigliere regionale in Campania e parlamentare, instancabile moto perpetuo tra centrodestra e centrosinistra). Ma non è tutto.

In Campania dalla foschia di Nusco come nel famoso film horror dello scomparso George Romero rispunta anche Ciriaco De Mita, uno tra i fondatori del Pd per stizza poi passato all’Udc.

De Mita torna a casa, riabbraccia il suo ex allievo Matteuccio e torna a sorridere a Pina Picierno della quale fu sponsor in occasione della prima sua elezione in provincia di Caserta.

La Picierno è passata alla storia non per meriti politici ma per essersi resa testimonial della spesa “80 euro campo una settimana”.

Torna a casa, Ciriaco, e d’incanto si ritrova nella DC del Terzo Millennio,,,

Torna a casa l’Uomo di Nusco e nell’Udc della Campania scoppia la rivolta contro Giuseppe De Mita, il nipote-delfino dell’Immarcescibile.

Da Roma il ringalluzzito segretario nazionale Lorenzo Cesa lo sfiducia da segretario regionale e si autoproclama commissario del partito campano, Si apre il solco tra demitiani e resti dell’Udc, la ex creatura di Piererdinando Casini che in Campania rischia di scomparire definitivamente.

Flashes su questioni di bottega, su operazioni di piccolo cabotaggio che rendono l’idea dell’ “Alto Progetto Politico” renziano. Una “Ammescafrancesca” per sopravvivere tutta rivolta al passato.

Intanto a commento della unanimistica (come ormai da copione) Direzione piddina Pierluigi Bersani fa sapere che “le chiacchiere stanno a zero”. Tradotto per il volgo significa che Renzi o dà chiare risposte alle condizioni poste dal Mdp (correzione jobs act, reintroduzione art.18, abolizione supertiket sanità, misure per i giovani e Legge Fornero) o di alleanza non se ne parla.