Marocco, incontro storico tra Papa Francesco e Re Mohammed

Marocco, incontro storico tra Papa Francesco e Re Mohammed

02 Aprile 2019 0 Di Corrado Corradi

La visita di Papa Francesco e l’incontro con Re Mohammed sanciscono il rispetto reciproco delle due fedi e l’inizio del vero dialogo tra Islam e Cattolicesimo.

Marocco, storico incontro tra Papa Francesco e Re Mohammed

Marocco, Papa Francesco e Re Mohammed VI firmano un appello congiunto sullo status della città santa di Geerusalemme (ph. Map).

La visita di Papa Francesco in Marocco é stata un successo sancito da critica e da pubblico. Personalmente non avevo dubbi avendo contezza della storica e consolidata efficienza protocollare del Vaticano e del Regno del Marocco.

Tutto é filato liscio come l’olio ed é stato un trionfo di cerimonie che hanno sancito, nella loro solenne semplicità, la sostanziale mutua simpatia (nell’accesso antico del termine) tra due realtà spirituali ma anche secolari differenti: l’Islam e il Cristianesimo.

I soliti osservatori superficiali, spesso dediti al razionalismo puro e che sono soliti snobbare l’importanza dell’aspetto spirituale dei popoli, diranno che tutto sommato é andata come doveva andare, ossia due autorità religiose che si sono strette la mano e si sono promesse di tentare di andare d’accordo.

Ma non é così, perché chi ha occhi e orecchie e cervello (ma anche cuore) per vedere, ascoltare, intendere e capire, ha realizzato che in quell’incontro é stato sancito qualcosa di più.

Cos’è quel qualcosa di più? E’ qualcosa di ben più articolato della visione manicheista tanto in voga nella moderna analisi politica, morale ed etica, della realtà…

Quel qualcosa in più che fa la differenza é la volontà di giungere finalmente ad una sintesi comune pacificatoria tra due visioni diverse dell’unico Dio che le accomuna.

Solo due persone al mondo ne avevano la volontà e, di fatto, ne hanno la competenza spirituale e morale: il Vescovo di Roma, capo del Cattolicesimo e il Sovrano del Marocco, «amir al mouminine», capo della Umma e garante, nel suo Regno, della libertà religiosa dei fedeli delle tre religioni monoteiste.

Ecco cos’é quel qualcosa in più che é scaturito da quell’incontro tra due realtà che affondano la loro storia nei secoli, il Cattolicesimo e il vero Islam: é stato sancito che chi vuole prevaricare spiritualmente il prossimo è un fuori legge.

Sono andato giù in maniera molto concisa ma sostanzialmente è così.

Ed è così sia in forza delle reciproche dichiarazioni che si sono scambiati i due «pontefici» (rammento in maniera concisa che il Sovrano del Marocco é il «Papa» dell’Islam ivi professato, l’Islam tollerante tanto per usare un termine caro a quel Sovrano), sia in forza dell’adesione univoca espressa dal popolo dei fedeli residenti in Marocco, sia in forza della partecipazione alla Messa del Santo padre, di due delegazioni che hanno sancito ufficialmente … che così è e così sarà:

  • i rappresentanti della comunità ebraica marocchina;
  • i rappresentanti del governo marocchino (ministro degli Esteri, dell’Interno, degli Affari Islamici e il Direttore della Scuola degli Oulema).

Ebrei, musulmani e cristiani a Messa! Scusate se é poco!

Non riporto qui i discorsi di Papa Francesco e di Mohammed VI e nemmeno l’appello congiunto per Gerusalemme, li trovate su tutti i media cartacei e in rete… la loro profondità si distacca nettamente dalle solite vuote tiritere dei discorsi che di solito fanno i Capi di Stato laici…

Mi preme però riportare un passaggio del discorso del Sovrano marocchino che evidenzia il coraggio dell’onestà intellettuale e che stabilisce il confine tra l’Islam vero, quello tollerante professato nel Maghreb (che trova il suo fulcro in Marocco) e solo in qualche paese del Mashrek, e l’Islam gretto di cui abbiamo purtroppo contezza perché professato da paesi che consideriamo alleati solo per il fatto che detengono ricchezze energetiche.

«E’ in questo santo periodo (del mese di Shanab, ndr) che l’Islam e la Cristianità hanno conosciuto uno degli episodi più emblematici della loro storia: su ordine del Profeta Mohammad, la pace e la salute siano su di lui, i musulmani che fuggivano le persecuzioni, lasciarono La Mecca e trovarono rifugio presso il Negus, il Re cristiano dell’Abissinia»

E’ la verità della storia che il Sovrano marocchino ha voluto evidenziare secondo l’onestà intellettuale e il coraggio che gli sono propri.

Grazie a due uomini di fede, coraggiosi, intelligenti ed intellettualmente onesti, il dialogo interreligioso ha adesso maggiori speranze di compiersi, i governanti d’oriente e occidente devono solo mettersi sulla loro scia.