Martina (Pd) e Di Maio (M5s) si fiutano. I Cinquestelle chiudono alla Lega

Martina (Pd) e Di Maio (M5s) si fiutano. I Cinquestelle chiudono alla Lega

24 Aprile 2018 0 Di Marino Marquardt

Governo, il segretario reggente del Pd Martina apre ai pentastellati. Il candidato premier Cinquestelle Luigi Di Maio apprezza e chiude le trattative con la Lega.

Governo, prove di intesa M5s-Pd tra i sussurri e le grida delle rispettive basi

Que reste t’ill… cantava Charles Trenet. Già, che cosa resta… La poesia in note sbocciata negli anni ’40 sotto le suggestioni dell’esistenzialismo francese ritorna alla mente pensando alla metamorfosi del M5s e a ciò che resta del programma attraverso il quale i Cinquestelle sono riusciti a diventare la prima forza politica del Paese.

Il pensiero alla canzone-capolavoro di Trenet ritorna prepotentemente dopo avere ascoltato le parole del segretario reggente del Pd Maurizio Martina all’uscita dal colloquio col Presidente della Camera nella funzione di “esploratore per due giorni” Roberto Fico. Con Martina c’erano due renziani di ferro – Matteo Orfini e Andrea Marcucci – e Graziano Delrio.

Il segretario del Pd sorprende tutti annunciando una apertura – seppure con riserva – ad un eventuale accordo sul Governo col M5s.

Due le condizioni irrinunciabili poste da Martina: la chiusura ufficiale delle trattative dei pentastellati con la Lega e il rigore sui conti pubblici. Tradotto vale a dire niente Reddito di cittadinanza (cavallo di battaglia elettorale del M5s) e tuttalpiù qualche estensione della platea degli aventi diritto al Reddito di inclusione con relativo lieve irrobustimento economico del medesimo. Una condizione, questa, difficilmente accettabile dai Cinquestelle. Il tutto mentre dalla base pentastellata si registrano le prime avvisaglie di rivolta contro Luigi Di Maio.

Accordo problematico, in tanti remano contro

Si profila dunque un accordo problematico da accettare per il M5s.

Ma non meno problematica appare una intesa anche per il Pd. Nel Nazareno è alle porte la resa del conti tra renziani – contrari all’accordo – e non renziani.

I prodromi non mancano. La posizione espressa dalla delegazione del Pd ha infatti mandato su tutte le furie molti zombies Dem. Numerosi i tweet contrari all’accordo che si sono riversati in rete. Segnali di battaglia finale, avvisaglie di dissolvimento della Morgue del Nazareno.

“#Senzadime” è l’hashtag che i dem contrari al dialogo con il M5s hanno fatto partire su Twitter, lo stesso hashtag lanciato settimane fa dopo le iniziali timide aperture di Di Maio.

“Qualora il reggente Martina, come ha annunciato, sottoponesse qualsivoglia ipotesi di governo Pd-Cinquestelle alla Direzione del partito, io voterò convintamente, senza esitazioni, contro”, ha tuonato la deputata renziana Anna Ascani, seguita dall’ex parlamentare piemontese Stefano Esposito.

Due allodole travestite da aquile…

Senza dire degli umori di ciò che resta degli iscritti contrari ad ogni forma di accordo.Una baraonda annunciata dalla quale l’ex Capo Scout di Rignano si tiene lontano trincerandosi nel silenzio. Preferisce restare acquattato.

E Di Maio chiude il forno con Salvini

Luigi Di Maio parla alla stampa dopo l'incontro della delegazione M5s con Roberto Fico al Senato per il Governo.

Luigi Di Maio parla alla stampa dopo l’incontro della delegazione M5s con Roberto Fico al Senato per il Governo.

Situazione in divenire, insomma. Martina ha di fatto chiesto tempo a Mattarella. Lo ha fatto attraverso l’annuncio della necessità di convocare la Direzione del Partito. Un modo elegante per non creare imbarazzi al Capo dello Stato. Se ne riparlerà, insomma – causa ponte Primo Maggio – giovedì della settimana prossima.

Di Maio risponde a stretto giro a Martina.

E spiega: Con la Lega discorso chiuso, gli iscritti sulla piattaforma Rousseau si esprimeranno sui contenuti dell’eventuale accordo col Pd, nessun appoggio a governi istituzionali, in assenza di accordo si torna al voto. Di Maio nell’elencare i punti del programma cita anche il Reddito di cittadinanza. Una puntualizzazione necessario dopo le omissioni in merito dei giorni scorsi e le parole di Martina oggi. Il cerino, inutile dire, passa mani del Pd.

In questo video le condizioni poste da Martina al M6s: