Mattarella affossa i voti degli italiani e manda a casa Conte. Festeggiano le Elite

Mattarella affossa i voti degli italiani e manda a casa Conte. Festeggiano le Elite

27 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

Offeso e oltraggiato il responso del 4 marzo. Mattarella respinge la nomina di Paolo Savona e annuncia soluzioni per tornare alle urne.

Jacovelle game over! Il Quirinale getta la maschera, alle urne in autunno

Jacovelle (chiacchiere inutili per i non napoletani ndr) e game over!

Vincono i Mercati, vince l’Europa degli egoismi e dei privilegi.

Establishement e Elite fanno festa.

Perde la democrazia italiana, offesi e oltraggiati i milioni di elettori che il 4 marzo votarono per il cambiamento. E’ la morale della favola dell’ultima domenica di maggio.

Si va al voto autunnale, dunque, traghettati dal Governo neutrale del Presidente. Visti gli animi esacerbati, sarà una scommessa immaginare quanti potranno sostenere questo Governo di servizio. Con i renzusconiani senza bussola…

Si torna alle urne con gli schieramenti attuali. Immutabili per forza di cose.

Dopo la durezza sui temi europei espressa da Matteo Salvini la Lega non può allearsi con Silvio Berlusconi fiancheggiatore e garante degli interessi di Bruxelles. Sarebbe insomma una scelta contro natura.

Strade obbligate, dunque, per M5s e Lega. La battaglia elettorale autunnale vedrà inevitabilmente i cosiddetti “populisti” contro i millantati “moderati”.

Se sono uomini e non Quaquaraqua né Di Maio né Salvini possono tornare sui propri passi.

Un fallimento con tanto di crisi Istituzionale all’orizzonte.

Accade quando la forza delle parole ha la peggio sul non detto

Accade quando la forza delle parole e della ragionevolezza ha la peggio sul non detto, sul pregiudizio e sull’equivoco.

Non sono bastate le parole del Professor Paolo Savona contenute in un nota diffusa in mattinata a fare da spartiacque e a riportare il sereno sull’asse Quirinale-Montecitorio.

“Voglio un’Europa più forte ma più equa” Così Savona aveva chiarito il proprio pensiero e si era difeso dalle accuse di antieuropeismo. Nel frenetico pomeriggio si susseguono giri di telefonate per evitare la rottura.

Savona aveva parlato di polemiche scomposte maturate nelle ultime ore. E ha fatto riferimento al contratto di governo tra Lega e M5S. Con la richiesta all’Unione Europea di una “piena attuazione degli obiettivi stabiliti nel 1992 con il Trattato di Maastricht, confermati nel 2007 con il Trattato di Lisbona, individuando gli strumenti da attivare per ciascun obiettivo”.

Insomma, Savona ha rivendicato il pieno ancoraggio ai trattati europei. Poi ha auspicato l’attribuzione “al Parlamento europeo di poteri legislativi sulle materie che non possono essere governate con pari efficacia a livello nazionale”.

Non chiarisce del tutto il suo pensiero sull’Euro, Savona. Ma – come si dice – può bastare la mossa… Ma la “mossa” in questo caso non è bastata basta per ammorbidire Mattarella…

Intanto l’ex Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan dice la sua: “Il problema non è Savona, ma le idee della maggioranza Cinquestelle e Lega sulla Ue”.

Elezioni anticipate, si profila un referendum sull’Euro

Come alle Cinque della Sera di Garcia Lorca. Le parole di Savona convincono il Capo dello Stato Sergio Mattarella a convocare Conte. Prima però il Capo dello Stato incontra il Capo politico dei Cinquestelle, Di Maio e il Leader della Lega Salvini.

E’ il trionfo della irritualità, sul Quirinale all’ombra di cupe nubi si mata il presidente incaricato Conte. Al crepuscolo tra gli applausi degli Zombies del Nazareno e i silenzi del Padrone di Arcore l’ormai inanimato Conte è portato fuori dell’Arena…

Gli spalti mediatici già scommettono su un Referendum sull’Euro travestito da elezioni politiche. Un epilogo che costringerà il M5s a ricollocare i suoi uomini in campo e a rivedere la strategia. I Cinquestelle devono uscire dal cono d’ombra in cui li ha confinati la Lega.