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Mattarella ai 120 anni della Cgil a Milano: testimonianza e vicinanza a lavoratrici e lavoratori

Mattarella ai 120 anni della Cgil a Milano: testimonianza e vicinanza a lavoratrici e lavoratori

30 Settembre 2026 Off di Andrea Sperelli

Un lungo applauso, una standing ovation e il canto di Bella Ciao alla Scala di Milano hanno accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla celebrazione dei 120 anni della CGIL.

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 Landini ricorda l’Art.1 della Costituzione

La scelta di Milano da parte dell’organizzazione guidata da Maurizio Landini non è stata casuale:  qui  il 29 settembre 1906, presso la Camera del Lavoro, nacque la Confederazione Generale del Lavoro. A distanza di oltre un secolo, il ritorno nella città d’origine è un momento dal forte valore simbolico e istituzionale. La presenza di Mattarella è stata salutata da Landini e dalle centinaia di invitati con grande calore.

” Signor Presidente La ringrazio- ha detto Landini- per la sua costante sensibilità e vicinanza alle condizioni di vita e di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, al mondo del lavoro tutto che lotta per il riconoscimento pieno dei propri diritti, a partire dalla sicurezza in tutti i posti di lavoro. Si deve vivere di lavoro, non morire.”

Ha, quindi, sottolineato l’intreccio tra la storia del sindacato, le conquiste dei lavoratori e la tenuta democratica della Repubblica e ricordato l’Articolo 1 della Costituzione — «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» — come principio fondamentale della tutela della dignità umana, della sicurezza nei luoghi di lavoro e del contrasto alla precarietà.

Dalla nascita all’Italia moderna

I 120 anni del primo sindacato italiano rimandano a passaggi chiave dell’Italia moderna. Dai primi scioperi per la giornata lavorativa di otto ore, alla lotta al fascismo, al contributo durante la Resistenza e  alla  ricostruzione post-bellica. Attraverso figure simbolo come Giuseppe Di Vittorio, Luciano Lama, Bruno Trentin e la visione del “Piano del Lavoro” del 1949, la CGIL ha dimostrato di essere un soggetto e un interlocutore per lo sviluppo del Paese.

Le celebrazioni milanesi sono state l’occasione per rivendicare il ruolo del sindacato di fronte alle sfide del presente: dalla transizione ecologica, all’intelligenza artificiale, alla frammentazione contrattuale  fino alla necessità di garantire salari dignitosi di fronte all’aumento del costo della vita.  “Bisogna mettere la storia al servizio del cambiamento” ha detto Landini per costruire un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo, fondato sulla partecipazione e sulla centralità della persona. “Dietro ogni contratto c’è una persona; dentro ogni impresa ci sono lavoratrici e lavoratori; dietro ogni trasformazione economica c’è una scelta politica e sociale” ha aggiunto Landini. Oggi si tratta di  scegliere di non lasciare nessuno da solo davanti al cambiamento, azione che che si configura come responsabilità per assicurae altro sviluppo al Paese.

 

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