Matteuccio a bottega da Silvio, esulta chi sguazza nel moderatismo italico

Matteuccio a bottega da Silvio, esulta chi sguazza nel moderatismo italico

27 Maggio 2017 0 Di Marino Marquardt

Matteuccio Renzi va a bottega da Silvio tra l’esultanza di quanti sguazzano nel laido moderatismi italico.

Matteuccio a bottega da Silvio

Tra l’esultanza di quanti sguazzano nel laido moderatismo italico Matteuccio va a bottega da Silvio, dunque. Trattamento a voucher finché la barca va.

Rispettato il copione post referendario, i Due riusciranno a mettere insieme quel 40 per cento di elettori da sempre custodi dello status quo. Anche quando lo status quo non appare rassicurante.

Tessuto sociale – questo “moderato” – in cui si pesca di tutto, in cui si mescolano ricchi borghesi e borghesi piccoli piccoli.

Borghesi piccoli piccoli di testa prima che di tasca. Si tratta di gente culturalmente formattata per schierarsi a favore di grandi e piccoli interessi, a favore di piccole e grandi rendite di posizione.

E’ gente composta anche da emuli di grandi e piccoli “Berlusconi”.

E già perché dalle nostre parti può anche accadere di incrociare persone con la seconda casa senza avere la prima. Persone che si sentono “proprietarie” di chissà cosa.

In questo quadro chi ha sottoscritto ad esempio un mutuo per un monolocale a Scalea a volte si ritiene un piccolo “Berlusconi”… E vota Berlusconi.

Detto ciò, in vista delle elezioni politiche che il Giovanotto di Rignano sull’Arno vorrebbe in autunno, ritorna così la suggestione europea di quel 40 per cento che andò alla testa dell’ex Capo Scout.

Questa volta però il 40 per cento dovranno dividerselo in due con tutto ciò che ne consegue, dalla scelta del premier al programma su Giustizia e Conflitto d’interesse.

Tutta roba che ovviamente non riguarda da vicino le fasce sociali deboli i cui interessi resteranno in secondo piano.

Inutile dire che nell’attuale quadro politico i Due hanno gioco facile. Un quadro politico nel quale in ciò che resta dei vari orticelli della Sinistra ci si perde in chiacchiere, nel M5s permangono inquietanti segnali di confusione mentale e nella Destra è aperto il dibattito se accettare o no di aggregarsi al gruppone renzusconiano nonostante Salvini abbia portato la Lega su confini di non ritorno in materia di rozzezza.

Il tutto in attesa di verifiche l’11 giugno, giorno delle elezioni Amministrative in parecchi capoluoghi.