Matteuccio vuole il Pentapartito, Salvini vuole che Silvio firmi il contratto

Matteuccio vuole il Pentapartito, Salvini vuole che Silvio firmi il contratto

30 Ottobre 2017 0 Di Marino Marquardt

E’ chiaro che Matteuccio vuole il Pentapartito con Silvio, mentre Salvini chiede inutili garanzie. E se la Lega si alleasse con il M5s?

Matteuccio vuole un’accozzaglia da Pentapartito

E’ ormai ufficiale, dunque. E le interpretazioni che fino ad ieri apparivano soltanto come le risultanti di analisi giornalistiche oggi vanno a sposarsi con la strategia renziana illustrata dallo stesso Matteo Renzi dal palco del Museo Ferroviario di Pietrarsa.

Il leader del Partito Democristiano lavorerà alla costruzione del Pentapartito del Terzo Millennio, una shangherata coalizione della quale dovrebbero far parte, insieme con il Ragazzo di Arcore, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Denis Verdini e il rosé Giuliano Pisapia (di cui peraltro si son perse le tracce) da usare come foglia di fico a sinistra. Una compagnia alla quale dovrebbe aggiungersi un po’ di “monnezzaglia” moderata sfusa e a pacchetti: da Pierferdinando Casini a Roberto Formigoni e compagnia bella…

Della compagnia – secondo gli sceneggiatori della oscena accozzaglia – non dovrebbe far parte Matteo Salvini. Il leader della Lega dovrebbe figurare come il probabile vero fregato dai canti sirenei che si levano in continuazione da Arcore.

Intanto proprio ieri Salvini, nel corso di una intervista di Maria Latella su Sky, si è pubblicamente impegnato a non sottoscrivere alleanze post elettorali né con Renzi nè con Alfano. E in più il leghista ha aggiunto che a mò di garanzia sul rispetto degli accordi da fissare nel Centrodestra chiederà a Berlusconi di firmarne le clausole.

Una sorta di riproposizione in scala minima del “Contratto con gli italiani” firmato l’8 maggio 2001 dal leader di Forza Italia sotto gli occhi di Bruno Vespa e di milioni di telespettatori.

Un “contratto” – questo che pretende Salvini – che anche se sarà firmato dall’Immarcescibile, con molte probabilità finirà col diventare carta straccia di fronte alla scontata e annunciata emergenza post elettorale “istituzionale e democratica del Paese”.

Vedrete, sarà invocata la Ragion di Stato, sarà invocato “il governo degli uomini di buona volontà”… Dopo lunghi e troppi silenzi anche il Quirinale farà sentire la propria voce in merito. E incappucciati con grembiulini e compassi organizzeranno campagne mediatiche.

In questo contesto Salvini inevitabilmente finirà tra i materiali di scarto da smaltire rapidamente

Giochi chiusi, dunque, perché già scritti all’ombra di cappucci, grembiulini e compassi? Nonostante gli scenari siano definiti, è comunque presto per dirlo.

E se Salvini si alleasse con il M5s?

Nel quadro descritto a questo punto non sarebbe infatti da escludere il colpo di scena. Eccolo: superando le recenti tensioni e le aspre divisioni sul Rosatellum, potrebbe nascere una intesa su pochi punti programmatici non divisivi tra M5s e Lega.

Intesa non osteggiata da Mdp e Fratelli d’Italia… Ipotesi ieri peraltro ufficialmente sposata da Salvini parlando a Palermo: “Se dopo le elezioni di marzo non vince nessuno chiamo il leader M5s”.

A questo punto la scena si ribalterebbe. Sempre che ovviamente i Pentastellati non vogliano continuare a prestare il fianco a sospetti sul loro reale ruolo sullo scacchiere politico. Veri oppositori o amici del giaguaro? Lo scopriremo tra non molto…

E le ipotesi e gli interrogativi si affollano…

Insomma per le Politiche 2018 i giochi sono ancora ben lungi dall’essere definitivamente chiusi. Intanto domenica prossima si vota per le Regionali siciliane, una terra dalla quale il Segretario del maggior partito della maggioranza governativa si è tenuto ben lontano. Per molti osservatori più che il nome del vincitore sarà importante scoprire come il Pd perderà…