Moscopoli, spunta la teste russa. E’ Irina Aleksandrova, giornalista della Tass

Moscopoli, spunta la teste russa. E’ Irina Aleksandrova, giornalista della Tass

10 Gennaio 2020 0 Di Marino Marquardt

Moscopoli, Rublopoli, Russiagate o chiamatela come volete, si scrive un nuovo capitolo sull’inchiesta relativa alla presunta tangente di cui sarebbe dovuta essere destinataria la Lega. Un Affare per il quale si sarebbero prodigati senza risparmio di energie alcuni Fedelissimi di Matteo Salvini.

Si chiama Irina Aleksandrova la teste sentita dai Pm milanesi nell’ambito dell’inchiesta Moscopoli, l’indagine relativa alla presunta trattativa svoltasi nell’Hotel Metropol di Mosca tra Emissari Leghisti e tre Influenti Russi. Incontri preliminari – si sospetta – su una compravendita di petrolio i cui utili sarebbero in parte serviti a finanziare la campagna elettorale europea del Partito di Matteo Salvini. Un affaruccio, una tangente, da 61 milioni…

Ieri pomeriggio – rivela la Repubblica – i pm che indagano con l’ipotesi di Corruzione Internazionale hanno sentito per ore la giornalista russa della Tass, Irina Aleksandrova.

“E’ lei – scrive Repubblica – che appare accanto a Matteo Salvini, il 16 luglio 2018, nel corso della conferenza stampa che il leader della Lega tiene a Mosca, successiva a una serie di incontri del’allora ministro dell’Interno. Tra questi, quello coi rappresentanti del Consiglio per la Sicurezza nazionale della Federazione Russa, Yuri Averyanov e Aleksander Venediktov”.

La donna è stata ascoltata, alla presenza di due dei Sostituti Procuratori e con i militari della Guardia di Finanza. Il verbale è stato secretato. Ora gli investigatori intendono ricostruire incontri e movimenti della delegazione leghista che a Mosca si muoveva al seguito di Salvini. Delegazione di cui faceva ovviamente parte anche Gianluca Savoini, il faccendiere di fiducia del Leader della Lega.

L’inchiesta sull’ex braccio destro di Salvini prosegue con nuovi spunti per gli investigatori che in questi giorni stanno ascoltando le telefonate dell’avvocato Gianluca Meranda, telefonate al cellulare registrate attraverso una applicazione. Tra queste i militari della Guardia di Finanza stanno cercando quelle che in qualche modo possono interessare lì’inchiesta. In Procura c’è il massimo riserbo sui nomi degli interlocutori con cui Meranda – ritenuto vicino alla Massoneria – avrebbe parlato in quei mesi al telefono, interlocutori delle cui voci è rimasta traccia sullo smartphone dell’avvocato.
In proposito è di metà dicembre il pronunciamento della Cassazione che ha ribadito quanto già stabilito dal Tribunale del Riesame, ovvero che i sequestri di cellulari e altro materiale fatti a Savoini erano legittimi e che la conversazione registrata al Metropol è autentica.

Ps. Avviso agli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dalla scrittura corrente sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

10/01/2020  h.19.30