Napoli, 6 punti in meno rispetto all’anno scorso. I numeri ne condannano le scelte

Napoli, 6 punti in meno rispetto all’anno scorso. I numeri ne condannano le scelte

29 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

La squadra palesa crisi di gioco e di risultati. Aumenta il gap col la Juve e il secondo posto ora è a rischio.

La squadra propone un gioco frammentario. Eppure ha gli stessi uomini della scorsa stagione…

Campionato di calcio di serie A 2017/18, classifica dopo le prime 10 giornate:

Napoli p. 28, primo in classifica: Inter p 26: Juventus p.25.

Campionato 2018/19, classifica dopo le prime 10 giornate:

Juventus p.28; Napoli p.22; Inter e Lazio con una partita da giocare oggi p.19. Da stasera il secondo posto potrebbe essere in condominio…

I numeri parlano chiaro e le classifiche messe a confronto bocciano inesorabilmente le scelte di mercato compiute nella scora primavera-estate da Aurelio De Laurentiis.

Il Napoli da un più 3 punti in classifica sulla Juventus nella scorsa stagione è precipitato a meno 6 punti dai Campioni d’Italia in questo campionato. Un gap di 9 punti a sfavore degli azzurri nell’arco di due stagioni. E ciò nonostante Carlo Ancelotti abbia potuto avvalersi di quasi tutti gli uomini della scorsa stagione. A tal proposito appare una sconcezza avvalersi di Mertens a mezzo servizio. E se Milik non è da accantonare, facendo leva sul coraggio e sulla spregiudicatezza mostrata finora, Ancelotti faccia giocare insieme Insigne, Mertens, Milik e Callejon. Questo Napoli ormai trasformato in laboratorio potrebbe permettersi questo ed altro… O no?

Una involuzione di gioco e una crisi di risultati che i sacerdoti e gli adoratori del Mito non avevano messo in debito conto.

Il Napoli di Ancelotti non è sempre bello da vedere, gioca a sprazzi, non ha una propria personalità ed è un insieme che fa leva soprattutto sui colpi di genio e sulla fantasia dei solisti. Allegri’s style, insomma. Uno stile fondato soprattutto su singoli episodi vincenti;

il Napoli di Maurizio Sarri proponeva una Sinfonia ammaliatrice e allo stesso tempo divertente per gli spettatori. Una Sinfonia quasi disneyana all’insegna della fantasia, della creatività e di ben studiate geometrie. Una Sinfonia suggestiva che il più delle volte si chiudeva con l’acuto del tenore di turno. Roba per palati fini. La differenza è tutta qui.

Dal calcio concreto degli Esteti alla pedata non sempre concreta degli Utilitaristi. Il degrado della manovra e la crisi di risultati del Napoli traggono origine da queste due diverse visioni del gioco.

I tifosi cominciano a interrogarsi sulle conseguenze del divorzio Sarri-De Laurentiis

E mentre dagli spalti di Oltremanica i tifosi del Chelsea osannano Maurizio Sarri, imbattuto dopo 14 match (dieci partite di campionato, tre di Europa League e una di Coppa inglese), a Napoli i tifosi cominciano a interrogarsi sugli svantaggi procurati dal cambio dell’allenatore.

Un Napoli smarrito, dunque. Un Napoli approssimativo, bruttino checché ne cantino le lodi i telecronisti di Sky pagati soprattutto per promuovere il business tv.

Ma non è soltanto il presidente De Laurentiis responsabile del degrado. Responsabili maggiori sono i tifosi, ingrati verso l’ottimo lavoro svolto da Sarri e pronti a prostituirsi sull’altare del Mito-Ancelotti. Di fronte alle “incomprensioni” registrate tra presidente e allenatore, di fronte alla volontà di divorzio palesata dai Due, i tifosi avrebbero dovuto organizzare una sorta di sommossa, avrebbero dovuto minacciare quantomeno lo scioper degli spalti. Invece si sono lasciati abbabbiare (abbindolare per i non napoletani ndr) dal Grande Nome. Costoro i conti potranno farli meglio a fine stagione raffrontando il saldo dello scorso campionato – 91 punti – con quello che ci consegnerà il torneo alla fine di questa stagione.

29/10/2018  h.06,16