Napoli e Salerno, ecco i luoghi per respirare la magia del Natale

Napoli e Salerno, ecco i luoghi per respirare la magia del Natale

15 Dicembre 2017 0 Di Patrizia Russo

Napoli e Salerno sono entrate nel cuore dei turisti che cercano la magia del Natale. Ecco allora i suggerimenti essenziali per una visita natalizia.

Napoli e Salerno sembrano essere entrate nel cuore di turisti italiani e stranieri in cerca della magia del Natale. Sin dal ponte dell’Immacolata si sono registrate presenze boom. E tanti altri sceglieranno i due capoluoghi campani per un viaggio, lungo o breve, nel periodo natalizio. Ecco allora una mini guida con il suggerimento di alcune tappe impossibili da saltare in questo periodo.

Il Cristo velato, il vero simbolo di Napoli 

Nel cuore della Napoli storica, qualsiasi tinerario non può fare a meno di Spaccanapoli, l’antico decumano maggiore della città greca e romana, per tutto il periodo che precede il Natale capitale incontrastata del presepe e delle mile bancarelle che vendono pastori, personaggi ed accessori di ogni tipo. E al centro di Spaccanapoli, qualsiasi itinerario non può saltare una tappa alla Cappella Sansevero, autentico e prezioso scrigo che custodisce e racchiude il Cristo velato. Opera dell’abilissimo scalpello di Sanmartino, è l’attrazione principale di questa perla dell’arte barocca; tanto che dal 2006 è considerato il “Monumento simbolo della città Partenopea”.

Opera di ineguagliabile bellezza, un capolavoro che affascina, emoziona e che lascia incantati. Difficile descrivere a parole l’intensità dello sguardo e la delicatezza del velo (anch’esso realizzato in marmo) adagiato sul corpo privo di vita di Gesù Cristo che però lascia intravedere i particolari del corpo martoriato. Difficile sfuggire alla forza magnetica del Cristo Velato e non ruotargli attorno almeno per qualche giro.

E tutt’intorno, le statue delle Virtù. Con il Cristo velato di Sanmartino e la Pudicizia di Corradini, il Disinganno di Queirolo, forma la terna d’eccellenza artistica della Cappella. Disinganno rappresenta un uomo che cerca di districarsi da una rete che avvolge il suo corpo. La delicatissima rete realizzata con formidabile ed eccezionale abilità tecnica stupisce l’osservatore. Infine, nella Cavea, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema circolatorio quasi perfettamente integro. Le Macchine furono realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno, sotto la direzione del principe Raimondo di Sangro intorno al 1763-64. Ancora oggi, a circa due secoli e mezzo di distanza, non si sa attraverso quali procedimenti o adoperando quali materiali si sia potuta ottenere una tanto eccezionale conservazione dell’apparato circolatorio.

San Gregorio Armeno, la strada dei presepi

E a Natale non si può non fare tappa a San Gregorio Armeno, la celebre strada degli artigiani del presepe, posta tra due decumani: Via San Biagio dei Librari (Decumano Inferiore o Spaccanapoli) e via dei Tribunali (Decumano Maggiore). Per ammirare le innumerevoli botteghe artigiane dedicate all’arte presepiale, per respirare (tutto l’anno) l’atmosfera magica del Natale, per rimanere esterrefatti davanti alla bravura, ma anche alla creatività napoletana, percorrerla è obbligatorio.

La strada è un susseguirsi di botteghe, negozietti e bancarelle coloratissime che vendono tutto il necessario per comporre il presepio. Il visitatore sarà sopraffatto dalla quantità e dalla varietà dell’offerta: dalle tradizionali casette in sughero, ai classici pastori rigorosamente realizzati in terracotta con una pecorella, una capretta o una mucca al seguito; dai commercianti: il macellaio, il salumiere, il pescivendolo, il pizzaiolo, il venditore di frutta; agli immancabili per tradizione: Benito ed i Re Magi e naturalmente la Sacra Famiglia, con il bue e l’asinello. Ma l’estro e la creatività, che da sempre contraddistinguono questa città, ha portato ogni anno gli abili artigiani ad arricchire la tradizionale produzione con una collezione parallela, introducendo ogni anno i personaggi del momento, la caricatura del Vip di turno, l’immancabile Maradona, Papa Francesco e così via.

Napoli e la pizza, connubio indissolubile

Pizza napoletana (ph. In24/P. Russo)

Pizza napoletana (ph. In24/P. Russo)

Siamo tutti appassionati della pizza, simbolo principale di Napoli. Oggi si trova praticamente ovunque, ma se la si vuole assaggiare come tradizione comanda allora a Napoli bisogna andare e scegliere le pizzerie tradizionali. È lì tra i vicoli che possiamo essere sicuri di assaporare il gusto originale della vera pizza che si scioglie in bocca. Ogni città ha la sua tradizione e nella capitale della pizza non è usanza prenotare. Quindi scelta la pizzeria è necessario comunicare il proprio nome e il numero dei commensali al ragazzo che generalmente sta sulla porta, e aspettare di essere chiamati. Il motivo è semplice. La prenotazione non permette una veloce turnazione dei tavoli. Così fuori dalle migliori o più rinomate pizzerie si forma un discreto capannello di persone, che nel frattempo parlano, commentano e aspettano il proprio turno. Tra le tante pizzerie suggeriamo La figlia del Presidente. Storico locale, location semplice con i tavoli in marmo apparecchiati in maniera molto spartana, molto apprezzata dai turisti e portata ultimamente alla ribalta dal programma 4 ristoranti condotto dallo Chef Alessandro Borghese. All’ingresso c’è la friggitoria, con l’abc del cibo da strada napoletano: crocchè, arancini, frittatine di maccheroni, zeppoline di pasta cresciuta. Effettivamente il servizio è molto veloce e l’attesa in un week-end festivo è arrivata anche alle due ore. Quindi bisogna armarsi di pazienza, attenzione e orecchie tese verso il proprio nome per non perdere il turno, ma una volta entrati se ne esce soddisfatti e con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Napoli ha inventato il caffè sospeso

Napoli è anche riconosciuta come la capitale del caffè. E proprio da questa città e dal cuore generoso dei suoi abitanti che parte un’altra tradizione, quella del caffè sospeso. Un’idea tutta napoletana, che consiste nell’offrire un caffè a qualcuno che non può permetterselo. L’antica pratica consiste nel pagare insieme al proprio anche un altro caffè da lasciare, appunto, per chiunque lo chiedesse. Un bel gesto di solidarietà, verso l’umanità in senso lato, che in questi ultimi anni di crisi è stato ripreso. Uno dei locali che partecipano all’iniziativa e che nel 2010 ha dato vita alla rete del caffè sospeso, è il celebre Caffè Gambrinus, in piazza Trieste e Trento, di fronte al Teatro San Carlo e a Palazzo Reale. Quindi se qualcuno volesse condividere un caffè basta recarsi alla cassa e dire: “Due caffè di cui uno sospeso” e poi inserire lo scontrino in una grande moka posta accanto alla cassa. Perché come afferma Luciano De Crescenzo, nell’introduzione al suo libro Caffè sospeso:

“Quando un napoletano è felice per qualche ragione, invece di pagare un solo caffè, quello che berrebbe lui, ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo…”

 

Il viaggio magico nelle luci d’artista di Salerno

Sorprendenti luminarie per le vie e le piazze della città, una gigantesca ruota panoramica, il mercatino di Natale e la villa comunale che si trasforma nello “Zoo che vorrei” sono gli ingredienti della manifestazione Luci d’Artista Salerno 2017.

Salerno, la città delle Luci, anche quest’anno è letteralmente invasa da numerosi turisti, fotografi, famiglie in cerca della magia del Natale. La manifestazione, ormai attesa ogni anno, prevede l’installazione di vere e proprie opere d’arte realizzate con le luci.

In Piazza Flavio Gioia sembra di essere scesi in fondo al mare, con l’installazione “Miti del Mediterraneo“. Un cielo stellato copre la piazza e immerge chi guarda in un fondale marino dove il dio Nettuno è circondato dalla sua corte sottomarina, trasformando la Rotonda, come viene comunemente chiamata, nel regno marino. Corso Vittorio Emanuele ospita “Gli spazi infiniti“, una cascata di luci, lampadari e corpi celesti che porta dritta al maestoso albero di Natale alto circa 30 metri.

 

Le Luci d'artista a Salerno (ph. In24/ P. Russo).

Le Luci d’artista a Salerno (ph. In24/ P. Russo).

 

A rendere ancora più magica l’atmosfera del Natale aiutano le tipiche casette natalizie che adornano il lungomare dove è possibile acquistare prodotti tipici. Se lo sguardo riesce ad andare oltre, è possibile scorgere, proprio in mezzo al mare, adagiati sugli scogli tanti bellissimi pinguini.

 

Seguendo la fiumana di persone e i consigli dei numerosissimi ragazzi della Protezione Civile che danno un valido aiuto ai turisti, si arriva alla Villa comunale. Quest’anno, per l’edizione 2018, il tema scelto è “Lo Zoo che vorrei”. Passeggiando nel parco si rimane a bocca aperta davanti alle diverse installazioni luminose che raffigurano con dovizia di particolari giganti leoni, alci, renne. Ci sono proprio tutti: un’enorme giraffa, un imponente orso polare, una simpatica scimmia, splendidi fenicotteri rosa, e ancora, gufi, cigni e pappagalli, canguri e perfino un tenero panda.

 

Le Luci d'artista a Salerno (ph. In24/ P. Russo).

Le Luci d’artista a Salerno (ph. In24/ P. Russo).

 

Per informazioni sul calendario degli eventi basta visitare il sito ufficiale o scaricarsi la APP della manifestazione http://www.lucidartistasalerno.com/.