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Napoli, il turn over degli azzurri questa volta lo decideranno giudice e medico

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Napoli Dimaro Ancelotti De Laurentis
Napoli, il presidente De Laurentis e il tecnico Carlo Ancelotti in conferenza stampa (Ph. SSCN)

Tranquilli, tifosi del Napoli. Anche domani il turn over non vi mancherà! Ma questa volta saranno il giudice sportivo e l’infermeria ad imporre l’ennesima formazione inedita e non la bulimica vocazione alchemica di Karl  Potter.

Ancelotti preda del presidente-padrone

Contro il Bologna non sarà però il caso di parlare di formazione rimaneggiata. Da inizio stagione è infatti l’allenatore che di volta in volta provvede motu proprio a rimaneggiare la squadra con i suoi esperimenti.

Debolezza antica questa di Carlo Ancelotti, debolezza che si ripropone quando lo stesso incappa in presidenti-padroni.

Accadeva così anche al Milan (basta rileggere le cronache del tempo) quando era Silvio Berlusconi a suggerire l’impiego di questo o quel giocatore. E il carattere mite finisce col rendere l’allenatore facile preda dei presidenti.

E’ storia, Ancelotti riesce ad esprimere il meglio delle proprie competenze soltanto quando non è condizionato dai capricci padronali. Non a caso i risultati migliori li ha ottenuti quando non è stato disturbato dalle ingerenze dei vertici societari.

E si spiega così perché a fine girone di andata il Napoli continui a sperimentare formazioni, si spiega così perché il Napoli non abbia più una fisionomia di gioco e personalità.

Turn over continuo. Un boomerang per ADL

A conti fatti, un boomerang e non un vantaggio economico la pretesa di ADL di fare giocare tutti i giocatori della rosa.

Un boomerang perché in seguito ai continui turn over e alla conseguente assenza di manovra, i giocatori anziché far registrare un aumento dei rispettivi valori stanno facendo registrare flessioni sul mercato.

Accade quando i campioni non sono messi in condizione di esprimersi al meglio attraverso idonee manovre e non sono messi in condizione di mettere in vetrina le rispettive pregevoli caratteristiche. Non a caso Insigne, Mertens e Calleijon rischiano di entrare nella rosa dei “gialli” della stagione calcistica. Accade – in definitiva – quando i giocatori sono impiegati male.

La bancarella voluta da ADL e messa su da Ancelotti insomma non paga. E’ fallimentare. E lo scotto lo pagano i tifosi.

E dire che a detta dei maggiori Tromboni della pedata nazionale e locale questa per il Napoli doveva essere la stagione del salto di qualità. Bella roba…

Napoli-Bologna senza pathos

Intanto, il sabato calcistico propone un Napoli in crisi di gioco e di risultati alle prese con uno sgangherato Bologna.

I tifosi con molte probabilità assisteranno all’ennesima serata senza pathos e tra gli sbadigli degli spalti e delle poltrone di casa. Visti i chiari di luna, non si  aspettino lampi di bel gioco.

Il risultato ormai conterà relativamente avendo gli azzurri – al momento – il secondo posto in cassaforte in virtù dei guai delle inseguitrici e della scarsa sostanza dell’Inter.

Saranno insomma 90 minuti di ordinaria amministrazione senza la possibilità di leccarsi i baffi.

Saranno 90 minuti dedicati allo squalificato gigante Koulibaly, a Milano bersaglio degli imbecilli che scelgono gli stadi per mettere in vetrina le rispettive miserie intellettuali.

Un imbecille e un violento in meno

Detto ciò, un imbecille in meno. E non si scandalizzino bigotti e perbenisti, tacciano i buonisti e i misericordiosi.

A proposito di questi gentiluomini degli spalti, fa rabbia lo scoprire i dati del morto nel corso degli scontri tra tifosi prima dei novanta minuti tra Inter e Napoli.

Al di là delle simpatie politiche, dei precedenti violenti e della passione per le arti marziali del defunto, fa rabbia apprendere le gesta dello stesso da vivo. Un piastrellista padre di due bambine con l’hobby degli scontri domenicali e della guerra tra tifosi.

Una offesa all’intelligenza!

Costui da vivo non poteva essere che un imbecille!

Dante per questi soggetti avrebbe dovuto inventarsi un apposito Girone!

Fa rabbia il Circo calcistico

Fanno rabbia le abitudini di quanti usano le partite di calcio come pretesto per dare libero sfogo alla violenza, fanno rabbia i titoloni e i commenti liturgici di oggi, fanno rabbia le vane parole di circostanza del Circo calcistico sempre più genuflesso  agli interessi economici (dalle scommesse alla pubblicità, dalle tv agli sponsor), fanno rabbia le timidezze e i toni bassi del Ministro dell’Interno Matteo Salvini sempre pronto a urlare contro i migranti, fanno rabbia i calciatori neri dell’Inter che non hanno solidarizzato in campo col Gigante azzurro, fanno rabbia le parole di cordoglio…

Fa piacere – in un contesto in decomposizione – apprendere le parole di Kalidou Koulibaly. Parole di un uomo tra gli starnazzamenti dei soliti Quaquaraquà.

28/12/2018   h.09.45

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Marino Marquardt
Già giornalista inviato de l'Unità, collaboratore di Paese Sera, successivamente capo redazione politica La Verità - Napolipiù. Ideatore e conduttore di numerosi programmi tv. Scrive di politica e di sport. Per la televisione ha realizzato documentari e speciali di carattere culturale, archeologico e storico.