Napoli-Roma, come cambia lo spirito del derby del Sud col trascorrere degli anni

Napoli-Roma, come cambia lo spirito del derby del Sud col trascorrere degli anni

28 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Tempo di derby, tempo di parole in libertà da parte di uno che per lavoro ha seguito il Napoli per l’Unità e per Paese Sera dagli anni di Vinicio allenatore all’anno del secondo scudetto. Vent’anni in cui il sottoscritto ne ha viste di tutti i colori. Una overdose di pallone tale da spingerlo a chiedere di potersi occupare di altro.

Parole in libertà, dunque, all’ombra di Napoli8-Roma.

Dal ciucciariello al seguito delle legioni azzurre del tifo alla poltrona di casa…

Derby, termine ormai obsoleto considerando la trasformazione che nel tempo ha subito la passione calcistica, dal ciucciariello al seguito delle legioni azzurre del tifo, agli spalti degli stadi sempre più accoglienti, alla comoda poltrona di casa per seguire in diretta tv le gesta della squadra del cuore. I costumi dei tifosi mutano con lo scorrere del tempo e con l’avanzare dei nuovi Media.

Costumi che cambiano anche all’ombra dell’indigesto mix “passione & soldi”. Il calcio per il tifoso della strada oggi è anche questo.

Dal Totocalcio alle scommesse, è la via nuova che regala l’illusione di incassare altissimi interessi sulla puntata nell’arco di soltanto novanta minuti. Una diavoleria per gonzi all’ombra del sospetto di combine e dell’antico refrain “la palla è rotonda”.

Una formula – questa della scommessa singola o nultipla – che talvolta può indurre il tifoso a puntare perfino sulla squadra da sempre “nemica”, da sempre “odiata”. Una “cara nemica” che per una domenica potrebbe gratificarne le tasche.

Panta rei, tutto scorre e tutto cambia…

La voglia di spettacolo e il monito di Gianni Improta

Napoli-Roma – dunque – stasera al San Paolo. Che partita sarà? All’ombra di Partenope sperano che non ci sia da annoiarsi, che il bel gioco onori i 90 minuti.

E, a proposito di bel gioco, il pensiero inevitabilmente corre alle ultime tre stagioni del Napoli…

Sul tema, a pronunciare il monito fu Gianni Improta dallo studio di Canale 21, l’emittente televisiva napoletana che da sempre segue le vicende del Napoli.

“Maurizio Sarri – disse in sostanza il “baronetto” del Napoli dai piedi buoni – ha combinato un grosso guaio: ha fatto scoprire ai tifosi azzurri il piacere e il gusto del bel gioco. Sarà un problema per i suoi successori…”.

E già…

E non a caso – nonostante la squadra azzurra stia scrivendo una nuova pagina della sua storia – resta attuale il confronto tra gli Esteti (che alcuni definiscono “nostalgici”) e gli Utilitaristi della pedata. Se ne colgono gli echi nei bar, nelle pizzerie, di fronte alla tv, sugli spalti…

Tifosi divisi tra il piacere dell’alcova e quello del lupanare

Si dibatte sul piacere che regala il gol frutto di eleganti geometrie e sulla sensazione che produce il gol figlio soprattutto di una invenzione individuale. Si discute sul piacere prodotto dal gol conseguenza di un prolungato bel gioco e sul piacere immediato provocato da lampi di genio non supportati da apprezzabili manovre. Metaforicamente è come confrontare il raffinato e prolungato piacere dell’alcova con il mordi e fuggi del lupanare.

Questione di gusti.

C’è l’esteta che gode dello spettacolo a prescindere dal gol e dal risultato; c’è il bulimico che vuole sfamarsi soltanto col gol e con la vittoria anche in assenza di spettacolo.

C’è – insomma – da una parte lo stile Sarri e dall’altra lo stile Allegri. E nel mezzo di questa dicotomia va a collocarsi Carlo Ancelotti, lo spregiudicato profeta del turn over. E’ un insaziabile di vittorie, Ancelotti. Ed è anche un saggio che esorta i suoi a non dimenticare in campo gli insegnamenti del predecessore Sarri.

Nelle mani di Carletto (così affettuosamente lo chiamano i tifosi) la “Grande Bellezza” di Maurizio (così altrettanto affettuosamente chiamano Sarri dagli spalti i sostenitori del Chelsea) appare a fasi alterne nonostante la continuità dei risultati positivi. Ma tantè, c’est la vie…

28/10/2018   h.11.00