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Napoli, senza i tre Naneti e senza la vecchia intelaiatura “nun se cantano Messe”

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Napoli Roma formazione
Napoli - Roma, la formazione partenopea (Ph. SSCN):

Napoli-Empoli, un proficuo allenamento con aggiunta del godimento degli spalti e delle poltrone di casa negli ultimi 30 minuti di gioco – dal 63 esimo – da quando Karl Potter ha ritenuto terminato l’ennesimo esperimento e ha mandato in campo Allan e Callejion, due pezzi pregiati della gestione-Sarri. Una scelta per la felicità degli Esteti della pedata. Che ringraziano.

Gli Azzurri incantano quando Ancelotti propone il ritorno al passato

Ed è accaduto che il Napoli nei restanti 30 minuti andasse in gol tre volte, due volte col rapacetto del gol Dries Mertens e una volta con Milik al quale il Nanetto belga ha servito un pallone su un piatto d’argento.

Detto ciò, sono due le indicazioni categoriche che vengono fuori dalla partita di ieri sera al San Paolo:

  1. un Napoli vincente e divertente non può prescindere dai suoi tre Nanetti e soprattutto dal tandem delle meraviglie Insigne-Mertens;
  2. un Napoli vincente e divertente non può prescindere dalla intelaiatura della scorsa stagione. Se il Napoli ieri ha divertito negli ultimi 30 minuti è perché si è rivista la squadra della scorsa stagione. Un felicissimo rirtorno al passato. Il Napoli apprezzato in campo in quella frazione di tempo non era più quello di Karl Potter bensì era la squadra che per tre anni ha espresso il gioco di Sor Tuta Maurizio Sarri, il proletario della panchina divenuto Re degli allenatori.

Nostalgia, nostalgia canagliaaa, cantano Al Bano e Romina…

Chissà in quanti tra i tifosi azzurri in festa – nel godere dello spettacolo offerto dal Napoli nell’ultima mezz’ora di gioco – abbiano rivolto un pensiero riconoscente al tecnico oggi religiosamente osannato dagli spalti d’Oltremanica occupati dai tifosi del Chelsea…

Tocca ora a Karl Potter trarre le conseguenze dallo show degli ultimi trenta minuti contro l’Empoli.

Da oggi – c’è da scommettere – Karl Potter cederà il posto a Carlo Ancelotti essendo terminata la fase delle sperimentazioni. Aveva ragione il Mister colto da improvvisa attrazione per Napoli quando affermava di aver bisogno di qualche settimana di tempo per raggiungere la piena consapevolezza del valore e dei limiti degli uomini a sua disposizione. Ora le idee chiare in suo possesso bastano e avanzano.

E’ un allenatore, Carlo Ancelotti, al quale va riconosciuto il merito di aver fuso panchina e squadra in campo. Tutti ora riconoscono il valore dell’organico-giocatori, tutti ora sanno che l’applicazione del turn over non sarà più un problema per il Napoli. Ma tutti ora hanno anche avuto la conferma che senza i Nanetti e senza il ricorso alla collaudata intelaiatura “nun se cantano messe”…

03/11/2018   h.06.00