Nervi tesi nel M5s. Non si discute la posizione di Salvini, irrita la difesa della Casta

Nervi tesi nel M5s. Non si discute la posizione di Salvini, irrita la difesa della Casta

20 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Se è vero – come è vero – che da una scintilla può divampare un devastante e distruttivo incendio, e se è vero – come è vero – che i totem piantati nella sabbia non resistono alla furia degli elementi e vanno giù, i Capi del M5s hanno poco da star tranquilli.

Milioni di “elettori semplici” delusi e incazzati neri. Gli attivisti ultà allineati alle posizioni di Di Maio

Il fuoco cova sotto la brace.

Sono incazzati neri i milioni di “elettori semplici” del M5s, quelli che non frequentano la piattaforma Rousseau, non bazzicano le varie parrocchiette territoriali e non ripetono a pappagallo gli ordini di scuderia.

E questi “elettori semplici” oggi incazzati neri sono gli stessi che hanno portato (e che domani probabilmente non porteranno più) la maggior parte dei voti contrariamente ai quattro gatti travestiti da tifosi ultrà da Curva B. Ultrà da Curva B affetti da dipendenza dal Blog delle Stelle e deprivati di senso critico.

Detto ciò, il malumore che sta esplodendo attorno al M5s non c’entra con la eventuale colpevolezza del leader della Lega Matteo Salvini in merito alla vicende Diciotti, la nave militare italiana trattenuta al largo col suo carico di disperati.

Probabilmente, infatti, è opinione diffusa, Salvini sarebbe uscito assolto dal processo seppure accompagnato dalla condanna morale di inumanità e di mancanza di empatia verso i deboli, deficit di sensibilità messi in vetrina in occasione della vicenda.

Cinquestelle sotto accusa: tradito il codice etico-morale

L’incazzatura degli “elettori semplici” deriva dal fatto che i Cinquestelle si siano schierati a difesa di un privilegio della Casta sconvolgendo e tradendo così il proprio codice etico.

Fatto ancora più grave è che la scelta sia stata affidata alla discutibile piattaforna Rousseau attraverso la quale gli attivisti – del tutto all’oscuro delle carte inviate dal Tribunale dei Ministri di Catania – hanno deciso che il Leader della Lega non andasse processato.

Un pasticcio.

Un pasticcio reso ancor più vomitevole dalla fuga dalle responsabilità degli eletti Cinquestelle presenti nella Commissione per le Autorizzazioni a procedere.

In nome di un distorto senso della democrazia i Cinquestelle hanno delegato fantasmi del click che non avevano alcun titolo per decidere.

L’hanno fatta grossa, insomma.

E ora i Ragazzi del M5s sono sull’orlo di una crisi di nervi.

Inutile dire che in questo quadro inquietano il fragoroso silenzio-assenso di Alessandro Di Battista, il minaccioso mutismo di Roberto Fico e le battutine equivoche di Beppe Grillo, il garante del Movimento ieri sera invitato a dimettersi da un gruppo di contestatori.

Frattanto gli elettori sardi che domenica si recheranno alle urne stanno caricando le matite con devastanti “Vaffanculooo”!

20/02/2019   h.08.50