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Niscemi: Il Movimento per la Sostenibilità scrive a Mattarella e Meloni

Niscemi: Il Movimento per la Sostenibilità scrive a Mattarella e Meloni

28 Gennaio 2026 Off Di Redazione Italia Notizie 24

Dal Presidente del Movimento per la sostenibilità, Alessio Lattuca,  riceviamo e pubblichiamo.

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Consiglio dei ministri
Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Al Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il PNRR
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica

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Al Presidente della Regione Siciliana

Ai Presidenti della Città Metropolitane e dei Consorzi di Comuni

Ai Sindaci

Premesso che:
– il Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) costituisce lo strumento cardine della politica pubblica di riequilibrio territoriale ed è vincolato, per legge e per principi costituzionali, alla riduzione dei divari infrastrutturali, sociali ed economici del Mezzogiorno;
– una quota rilevante delle risorse FSC assegnate alla Sicilia è stata, negli anni, sottratta o piegata a finalità estranee alla messa in sicurezza del territorio, fino a essere impropriamente ricondotta al finanziamento del Ponte sullo Stretto, opera di interesse nazionale, ad altissimo costo, a lunghissimo orizzonte temporale e priva di ricadute immediate sulla sicurezza delle popolazioni;
– tale scelta ha rappresentato una distorsione evidente della missione del FSC, trasformando fondi nati per la coesione e la protezione dei territori fragili in leva finanziaria per un’opera simbolica, mentre infrastrutture essenziali, reti idriche, bacini, argini e versanti venivano lasciati in condizioni di abbandono;
– la Regione Siciliana nonostante le pressioni da parte di taluni rappresentanti politici per liberare quei fondi, non esiste una decisione formale di rinuncia a destinare la propria quota FSC al Ponte, riprogrammando circa 1,3 miliardi di euro su altri interventi, riconoscendo implicitamente l’inadeguatezza e l’incompatibilità di tale scelta rispetto ai bisogni reali del territorio;
– nonostante ciò, il Governo ha continuato a sostenere il progetto del Ponte attraverso altri capitoli di spesa statali, rinviando nel tempo l’impatto finanziario e sottraendo comunque risorse pubbliche a politiche di prevenzione e adattamento climatico;
– nelle ultime settimane la Sicilia è stata colpita da un evento ciclonico di eccezionale intensità, che ha prodotto vittime, devastazioni, crolli infrastrutturali, paralisi dei trasporti e danni gravissimi alle economie locali, rendendo drammaticamente evidente la totale insufficienza delle politiche di prevenzione;
– tali eventi non possono essere considerati emergenze imprevedibili, ma rappresentano l’effetto diretto e cumulativo di decenni di sottoinvestimento, di ritardi amministrativi e di una sistematica subordinazione della sicurezza dei territori a priorità politiche estranee all’interesse pubblico primario;
considerato che:
– la tutela della vita umana, dell’ambiente e dell’integrità dei territori costituisce un obbligo inderogabile dello Stato, sancito dagli articoli 2, 9, 32 e 97 della Costituzione;
– l’uso improprio o distorto delle risorse di coesione in presenza di rischi strutturali conclamati configura una grave responsabilità politica, se non una violazione del principio di buon andamento e di equità territoriale;
si chiede di sapere:
se il Governo riconosca il fallimento delle politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico in Sicilia e il nesso diretto tra tale fallimento e la scelta di aver privilegiato grandi opere simboliche rispetto alla messa in sicurezza dei territori;
se non ritenga doveroso e urgente restituire integralmente alle finalità di prevenzione e adattamento climatico e di ristoro, posto che il governo ha dichiarato lo stato di emergenza a seguito del ciclone Harry di eccezionale intensità, che ha prodotto vittime, devastazioni, crolli infrastrutturali, paralisi dei trasporti e danni gravissimi alle economie locali, rendendo drammaticamente evidente la totale insufficienza delle politiche di prevenzione, le risorse originarie del FSC sottratte, dirottate o anche solo congelate in funzione del Ponte sullo Stretto, destinandole a un piano straordinario e immediatamente operativo di difesa del suolo;
se non ritenga che la prosecuzione di tale impostazione configuri una gerarchia rovesciata delle priorità pubbliche, in cui il prestigio politico prevale sulla sicurezza dei cittadini;
quali atti concreti e immediati il Governo intenda assumere per garantire che nessuna risorsa di coesione venga più sottratta alla protezione dei territori, soprattutto in presenza di eventi calamitosi reiterati e prevedibili;
se il Governo non ritenga necessario aprire un Focus sulle responsabilità politiche e amministrative che hanno condotto all’attuale condizione di vulnerabilità strutturale della Sicilia.

Alessio Lattuca

Presidente Movimento per la Sostenibilità

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