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Questo non è il piede di Maradona, ma un’opera di arte contemporanea

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MAradona questo non è il suo piede di Gianni Lucchesi

Venerdì 16 febbraio alla iPazzi Factory di Pisa sarà presentato il backstage creativo dell’opera di Gianni Lucchesi “Maradona, questo non è il suo piede”. E il Pibe de oro diventa artista del 900.

Maradona, questo non è il suo piede: è un’opera d’arte

Diego Maradona
Diego Armando Maradona ritratto in un murale su un edificio della periferia orientale di Napoli (ph. In24 / P. Nigro).

Diego Armando Maradona, che tutti conoscono come il Pibe de oro e che per i napoletani è semplicemente un “atto di fede”, come si diceva qualche anno fa, ora diventa anche un artista del 900.

A dimostrarlo, l’opera “Maradona, questo non è il suo piede“, realizzata dall’artista pisano Gianni Lucchesi e che sarà al centro del backstage creativo in programma alla Galleria www.ipazzi.it di Pisa dal 16 al 24 febbraio 2018. Il programma prevede anche un vernissage con l’artista per venerdì 16 alle 1830 e un finissage per sabato 24 sempre alle 1830

A proporre l’evento, di sicuro interesse per gli amanti dell’arte contemporanea, iPazziFactory, lo spazio gestito dal collettivo di artisti, autori e curatori di eventi d’arte  ArtedellaMemoria.

L’opera originale, Maradona, questo non è il suo piede, è stata realizzata da Lucchesi due anni fa, ed è attualmente esposta presso il “Museo della Follia“, curato da Vittorio Sgarbi e realizzato da Cesare Inzerillo, Giovanni Lettini, Stefano Morelli, Sara Pallavicini. Il Museo della follia è una raccolta di 200 opere tra dipinti, fotografie, sculture, oggetti e installazioni multimediali sul tema della follia nell’arte.

L’artista pisano Gianni Lucchesi, che in trent’anni di carriera artistica ha sperimentato un gran numero di linguaggi artistici ed espressivi diversi, dalla scenografia alla pittura, dal design alla scultura, e si è convinto a partecipare al Museo della follia per la sollecitazione di uno dei suoi curatori, l’artista siciliano Cesare Inzerillo.

“L’idea di realizzare un lavoro su Maradona è nata nell’estate di due anni fa quando Cesare mi parlò della volontà di inserire nel Museo, che avrebbe fatto tappa a Napoli, la figura di Maradona come artista del 900 – ricorda oggi Lucchesi – Concordammo sul valore profondo di questo riconoscimento artistico. Così mi impegnai con lui a progettare dei lavori che avessero come soggetto Maradona e la sua “espressione d’arte”.

 

E ovviamente, la ricerca di Lucchesi ha preso avvio proprio dai capolavori di questo artista del gol: le reti più spettacoalri realizzate dal calciatore.

“Analizzai come nascessero quei gol – spiega ancora l’artista – studiando la postura del suo piede sinistro nel momento esatto in cui avviene il contatto con la palla. Passando letteralmente ai raggi x questo contatto”.

“Maradona, questo non è il suo piede” nasce dunque da questa “radiografia”, che nella proposizione dello spazio pisano viene scomposta nelle varie fasi di ideazione e realizzazione.

In questo modo Maradona oltre a diventare opera d’arte in sè, offre anche lo spunto per una riflessione più profonda e importante sull’arte di oggi.

“E’ lecito considerare Maradona un artista del 900?”, come si chiede e chiede l’artista?

Ma la risposta dovrà e potrà fornirla il pubblico, ciascuno spettatore che andrà a partecipare all’evento e che guarderà all’arte con uno sguardo nuovo, quello contemporaneo e sperimentale, che ci suggerisce che sì, Maradona potrebbe essere considerato davvero a pieno titolo un artista POP del 900.

“Pensando a Maradona durante uno dei suoi dribbling – racconta Lucchesi – non posso che andare con il pensiero a quella straordinaria discesa durante la partita con l’Inghilterra. La ricordo come una danza, per l’armonia e per l’imprevedibilità dei movimenti. Mi viene spontaneo paragonarlo ad un batterista jazz. Così come il tamburo viene colpito né in battere né in levare, ma con una metrica imprevedibile e non geometrica, Maradona tocca delicatamente la palla, la accarezza una frazione di secondo prima o dopo rispetto a quando ci si aspetterebbe. Questo secondo me ha reso lui unico, ed il suo tocco un opera d’arte”.

 

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Pietro Nigro
Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell'impresa. Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l'Ordine degli Ingegneri di Napoli, l'Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong. Come direttore responsabile, ha fatto nascere l'emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it. In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena). Attualmente collabora con il Sole 24 Ore. Nell'autunno 2015, raccoglie e rilancia l'ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal "basso", nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d'Italia che decidono di "mettersi in proprio" per far nascere il "loro" giornale.