Nuovo Dpcm per COVID-19: cosa cambia da oggi

Nuovo Dpcm per COVID-19: cosa cambia da oggi

16 Gennaio 2021 0 Di Fabio Carolla

Entra in vigore oggi 16 gennaio il nuovo DPCM che introduce altre limitazioni e la futura zona bianca. Riapertura degli impianti sciistici e spostamenti tra regioni dal 16 Febbraio.

Il governo vara il nuovo Dpcm per l’emergenza COVID-19

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, con le misure di contrasto all’emergenza CoVID-19 in vigore a partire da sabato 16 Gennaio al 5 Marzo.

Tante le nuove misure, tra cui l’attesa riapertura dei licei: “Sia garantita l’attività didattica in presenza, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca” si legge nel testo del decreto, fatto salvo l’obbligo di mascherina e distanziamento.

Via libera alla didattica in presenza anche per le università, “tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale”.

Riaprono poi i musei e i luoghi di cultura.

Riparte il consumo al tavolo per i servizi di ristorazione, dalle 5 alle 18, con un limite di quattro persone per tavolo, “salvo che siano tutti conviventi”.

È rafforzato lo stop alla movida, con l’introduzione del divieto di consumo di cibi e bevande in luoghi pubblici e aperti al pubblico dopo le 18. Rimangono, invece, operativi il servizio di asporto (fino alle 22) e la consegna a domicilio.

Continua la chiusura degli impianti da sci ed il divieto di spostamento tra regioni, almeno fino al 15 Febbraio.

Nel caso delle strutture sciistiche, la preoccupazione maggiore è per gli impianti di risalita, potenziali luoghi di assembramento.

Ancora sospese, inoltre, le attività sportive di contatto che non siano di interesse nazionale. È possibile, invece, praticare attività motoria all’aperto, anche al parco, sempre nel rispetto della distanza.

Nuovo Dpcm, nuovi colori: nasce la zona bianca

Il nuovo Dpcm amplia il codice a colori per le regioni e le province autonome: nasce, ora, la zona bianca, disponibile per quelle regioni che presentano, per almeno tre settimane consecutive, un’incidenza di contagi inferiore ai 50 infetti ogni 100mila abitanti.

In tal caso, cessano le misure prescritte dal decreto, e restano obbligatori solo mascherina e distanziamento di sicurezza. Tuttavia, ad oggi nessuna regione o provincia autonoma rispetta tali condizioni.

Si delinea così il quadro dell’Italia: dal 17 gennaio saranno 12 le regioni in zona arancione e 5 più la provincia di Trento quelle in zona gialla.

Zona rossa invece per Sicilia, Lombardia e provincia autonoma di Bolzano: le ultime due, però, hanno presentato ricorso contro le restrizioni del loro colore.

“La nostra situazione, negli ultimi 15 giorni, è migliorata, tale da classificarci in zona arancione” spiega ad esempio Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia.

Rimangono, invece, in zona gialla le regioni più virtuose: Basilicata, Molise, Sardegna, provincia autonoma di Trento, Toscana e Campania.

Proprio per quest’ultima, Vincenzo De Luca conferma, con un’ordinanza regionale, le misure previste dal Governo, minacciando i suoi concittadini “di chiudere tutto in caso di comportamenti irresponsabili”.

Inoltre, il governatore della Campania frena sull’apertura generalizzata delle scuole, e apre solo fino alla terza elementare. L’obiettivo, dichiara De Luca, è di rendere la regione COVID-free entro un anno.

Cosa si può fare e cosa no?

  • Zona Bianca (nessuna regione): apertura totale, fatto salvo l’uso obbligatorio di mascherina e il mantenimento della distanza di sicurezza.
  • Zona Gialla (Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Toscana, Trento): consentiti gli spostamenti all’interno della regione, con la possibilità di visitare una sola abitazione privata, una volta al giorno, per un massimo di due persone non conviventi – non sono contati i bambini di età inferiore ai 14 anni. Chiuse palestre, piscine, cinema, teatri, impianti da sci. Aperti i musei nei giorni feriali.
  • Zona Arancione (Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Valle D’Aosta, Veneto): consentito lo spostamento – fino ad un massimo di 30 km e non verso capoluoghi – per i comuni inferiori ai 5mila abitanti. Aperti parrucchieri, negozi e centri estetici. Vietati, invece, gli spostamenti fuori comune e chiusi i bar ed i ristoranti – rimangono però funzionanti le attività di asporto e consegna a domicilio.
  • Zona Rossa (Bolzano, Lombardia, Sicilia): vietato uscire di casa, se non per andare in supermercati, farmacie, edicole e tabaccai, muniti di autocertificazione. Consentita la visita ad una sola abitazione, ristretta però al territorio comunale. È possibile svolgere attività motoria individuale, in prossimità della propria abitazione. Chiusi ristoranti, bar, scuole, negozi, parrucchieri e centri estetici.

In ogni caso, sono sempre consentiti gli spostamenti per motivi di lavoro, necessità (tra cui, il rientro alla propria abitazione, residenza o domicilio) o studio, comprovati da autocertificazione apposita.