Oggi si chiude la finestra elettorale per il voto autunnale. Checché ne dicano i Maestri delle mistificazioni

Oggi si chiude la finestra elettorale per il voto autunnale. Checché ne dicano i Maestri delle mistificazioni

21 Luglio 2019 0 Di Marino Marquardt

21 luglio 2019! …E venne finalmente il giorno della chiusura della finestra elettorale che avrebbe consentito il voto a fine settembre nel caso di fine anticipata della Legislatura.

Finestra chiusa nonostante gli spalleggiatori mediatici filoleghisti continuino ad ipotizzare la possibilità di un voto anticipato anche nel caso in cui la crisi si aprisse a Ferragosto… Parole in libertà e null’altro.

La crisi di governo non comporta necessariamente il voto anticipato

Ipotesi strampalata – questa del voto anticipato – che peraltro non tiene conto – nel caso di una crisi di governo – della possibilità di dar vita ad una eventuale maggioranza alternativa all’attuale e che non tiene in debita considerazione la contrarietà al ricorso anticipato alle urne da parte della maggioranza dei Parlamentari.

Tra Questi in primis figurano i Cinquestelle, i Renziani e i Berlusconiani, tutti ad alto rischio riconferma. Temono Costoro che – con gli attuali chiari di luna e con il varo della Legge sul taglio del numero dei Parlamentari – le chances di conservare poltrona e pagnotta si ridurrebbero al limicino per tutti.

La verità inconfessabile dei Parlamentari: nessuno vuole che il Paese vada anticipatamente alle urne

Allora, primo pararsi il culo! (per il lettore dai trascorsi oxfordiani, “Primo, tutelarsi da ogni rischio”, ndr).

E questo è anche lo stesso imperativo categorico che accomuna Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un imperativo categorico dettato dal fatto che entrambi temono di porre fine alla esperienza governativa perché entrambi hanno paura di finire in quel buco nero che conduce alla uscita dalla scena politica, lo stesso buco nero che risucchiò Matteo Renzi. Per questa ragione i Due, nonostante gli stracci che si lanciano l’un contro l’altro  – almeno nell’immediato – non intendono divorziare. Checché ne dicano fuorvianti titoli di quotidiani cartacei, televisivi e online.

Salvini – come è noto – è angosciato dagli sviluppi del Russiagate. Si sottrae alle domande del Parlamento perché teme di essere sbugiardato dagli sviluppi dell’Inchiesta. Il Ministro dell’Interno sa bene infatti che un Politico scoperto ad ingannare i Rappresentanti del Popolo nelle Aule parlamentari non ha scelta: deve togliere il disturbo e dedicarsi al giardinaggio.

Di Maio – dal canto suo – è invece spaventato dal fantasma dell’oblio. Sa che dopo i milioni di voti persi alle Europee soltanto il Ruolo governativo continua a tenerlo a galla. Una volta esaurita questa funzione, Giggino sa bene che gli resterebbero soltanto gli Ozii di Pomigliano… Ma Lui non ha la stessa vocazione di Cincinnato, l’Imperatore romano che – una volta ritiratosi – si dedicò alla cura dei campi…

Intanto il fuoco continua a covare sotto la brace. A tenerlo vivo è l’aspro confronto sulle Autonomie e gli attacchi della Lega ai Ministri Cinquestelle Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Autonomie, Flat tax, e Decreto Sicurezza bis, pronti i “pacchi” per la Lega

Per giovedì prossimo in Cdm è in programma l’ennesima lite in merito. Senza dire della Flat tax che è prossima a passare in Cavalleria (non se ne farà niente, tradotto per il volgo) e del Decreto Sicurezza bis attorno al quale si annunciano nuovi agguati soprattutto dopo le parole pronunciate sul tema migranti dalla neoeletta Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen.

Il tutto mentre spuntano nuovi particolari sulla visita del Leader della Lega a Mosca compiuta l’anno scorso. Secondo quanto pubblica L’Espresso, la sera precedente la riunione all’hotel Metropol di Mosca, il 17 ottobre 2018, il ministro dell’Interno cenò con Gianluca Savoini, il Leghista di lungo corso primo attore nella Trattativa sui presunti Fondi da far pervenire al Carroccio. Con Salvini e Savoini, al ristorante Rusky sito all’85esimo piano del grattacielo Eye – secondo questi spifferi – c’erano altre sei persone. Qualche ora prima – riferisce il settimanale –  al termine del convegno organizzato all’hotel Lotte da Confindustria Russia, il Leader leghista ebbe invece un incontro coperto dalla “massima riservatezza”. Non a caso Salvini scomparve dai radar mediatici per alcune ore.

E’ quanto basta per alimentare nuovi e inquietanti interrogativi su quella trasferta del Vicepremier e sulla trattativa che proprio Savoini e altri due italiani – Gianluca Meranda e Francesco Vannucci, oggi entrambi indagati – stavano conducendo con tre cittadini russi allo scopo di fare arrivare finanziamenti alla Lega per 65 milioni di dollari attraverso la vendita di carburante.

Russiagate, mercoledì Conte risponde in Aula. Gli farà eco – forse – Salvini…

Se ne parlerà nell’Aula del Senato mercoledì prossimo quando il Premier Giuseppe Conte risponderà alle domande sulla scottante vicenda. Lui – Salvini – si dice pronto a fargli eco dai banchi della Lega. Una distanza fisica ma soprattutto politica con l’Inquilino di Palazzo Chigi….

Oggi – intanto – è un altro giorno, avrebbe detto Rossella O‘Hara…

Ps. Nota per gli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dal corrente galateo linguistico sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

21/07/2019   h.09.25