Operazione Bada bene, scovati 230 badanti evasori totali che nascondono al fisco 11 milioni di redditi

Operazione Bada bene, scovati 230 badanti evasori totali che nascondono al fisco 11 milioni di redditi

02 Dicembre 2019 Off Di Redazione In24

Si chiama “BADA BENE” l’operazione con cui il Gruppo della Guardia di Finanza della Spezia ha individuato, finora, 230 collaboratori domestici r badanti risultati evasori totali poiché, pur avendo percepito redditi superiori alla soglia di esenzione, non hanno provveduto alla presentazione della prevista dichiarazione dei redditi.

Il servizio è nato dai controlli effettuati sulle persone che percepiscono prestazioni sociali agevolate.Ebbene le Fiamme Gialle di La Spezia hanno accertato che tanti lavoratori e lavoratrici, per lo più stranieri provenienti dall’est Europa o dal Sud-America, che lavorano in ambito domestico come “colf” e badanti, nelle loro domande omettono sistematicamente di indicare il reddito percepito dall’attività lavorativa.Per questa particolare categoria di lavoratori, va ricordato che il datore di lavoro non rientra tra i sostituti d’imposta e che lo stesso ha quindi solo l’obbligo di rilasciare una dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare delle somme erogate nell’anno e di dare comunicazione all’INPS dell’assunzione del lavoratore.Invece, l’obbligo di dichiarare il reddito percepito e del collaboratore domestico.L’attività ispettiva della Finanza ha consentito di sottoporre a controllo 230 collaboratori familiari che, per gli anni d’imposta dal 2014 al 2017, non hanno presentato la dichiarazione di redditi derivanti da lavoro dipendente.Insomma, redditi non dichiarati per un importo complessivo superiore agli 11 milioni di euro, e imposte non pagate per circa 3 milioni di euro.Inoltre, taluni soggetti controllati, grazie al lavoro svolto, maturavano una posizione contributiva che gli consentiva a fine rapporto di richiedere il sussidio di disoccupazione (il cosiddetto NASpI) che in molti casi superava i 5.000 euro, oltre che naturalmente l’assistenza sanitaria e tutto ciò, senza versare alcuna imposta allo Stato.In un caso, una sola colf ha omesso di dichiarare oltre 100.000 euro di reddito in soli 5 anni.

Tutti i lavoratori scoperti hanno chiesto di sanare le loro posizioni

Tutti i lavoratori interessati hanno, comunque, ammesso la “dimenticanza” ed hanno manifestato la volontà di voler sanare al più presto la propria posizione con il Fisco.Emblematico il caso di una lavoratrice che si è presentata mostrando la propria carta di credito, poiché voleva saldare immediatamente quanto dovuto.Alcuni dei lavoratori domestici controllati non solo avevano “nascosto” al fisco i propri redditi, ma avevano anche fatto richiesta di agevolazioni per la fruizione di prestazioni o servizi sociali e assistenziali, come, ad esempio, l’iscrizione a scuola dei figli o all’università, il servizio mensa o l’esenzione del ticket sanitario, in realtà non spettanti per effetto dei redditi conseguiti.