Operazione “Strade Sicure”, indagine conoscitiva alla Camera sulle condizioni dei militari impiegati. Tofalo: “esistono specifiche misure attuabili solo nell’ambito di un opportuno dialogo interministeriale”

Operazione “Strade Sicure”, indagine conoscitiva alla Camera sulle condizioni dei militari impiegati. Tofalo: “esistono specifiche misure attuabili solo nell’ambito di un opportuno dialogo interministeriale”

23 Ottobre 2019 0 Di Luca Tatarelli

Roma. Prosegue, in Commissione Difesa della Camera, l’indagine conoscitiva sulle condizione del personale militare impiegato nell’Operazione “Strade Sicure”.

L’intervento del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Angelo Tofalo

Questa mattina, nel suo intervento il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo ha detto che “Strade Sicure è un’operazione che, attraverso varie rimodulazioni, è entrata nel suo dodicesimo anno di vita. Un arco temporale decisamente significativo, che ha abbracciato 3 legislature e nel quale si sono avvicendati ben 7 Esecutivi”.

Si tratta di un dato, ha aggiunto che “deve far riflettere su come, a prescindere dall’orientamento politico contingente, il contributo dei nostri militari alla sicurezza del Paese sia sempre stato ritenuto fondamentale dalla politica, oltre che dalla gente”.

“Strade Sicure rientra nell’alveo delle attività relative al concorso delle Forze Armate alla salvaguardia delle libere istituzioni ed allo svolgimento di specifici compiti in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità ed urgenza – ha evidenziato il sottosegretario  -. Quest’operazione, attraverso varie rimodulazioni nelle consistenze organiche, ha visto ampliarsi il proprio raggio di attività, sia in occasione di eventi specifici, sia per compiti contingenti, come i diversi interventi nelle zone colpite da calamità naturali”.

Militari impegnati nell’Operazione “Strade Sicure” a Milano

Tofalo ha poi focalizzato l’attenzione sulle criticità che “nei diversi ambiti di natura operativa, finanziaria e logistico-infrastrutturale, impattano sul personale militare che è sempre il protagonista del successo di ogni operazione”.

Una vulnerabilità che secondo il rappresentante del Governo Conte “pur non avendo mai costituito ragione ostativa all’assolvimento del compito, e di ciò va dato ampio merito ai nostri militari, devono assolutamente essere prese in considerazione per le appropriate misure correttive che, necessariamente, possono richiedere anche un nostro coinvolgimento”.

“Mettere i nostri militari in condizione di svolgere al meglio il loro compito – ha proseguito – è, infatti, un dovere dal quale nessuno deve sentirsi escluso”,

Tofalo ha quindi menzionato gli ultimi interventi politici tra cui lo stanziamento previsto nel decreto legge 104/2019 (al momento in fase di conversione in Parlamento), approvato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 19 settembre, dell’ordine di 4,6 milioni di euro, per il secondo semestre dell’anno in corso, relativo ai compensi per lavoro straordinario delle Forze di Polizia e delle Forze Armate.

“Si tratta di un passo dovuto e fortemente voluto dall’Esecutivo – ha spiegato ai parlamentari – che, nel recepire le aspettative del personale, riduce l’impatto dell’eccessivo accumulo di ore sulla pianificazione operativa dei reparti, a tutto vantaggio dell’addestramento e, conseguentemente, della possibilità per i nostri militari di disimpegnare al meglio i compiti primari d’Istituto”.

“I nostri sforzi sono orientati a reperire risorse aggiuntive – ha aggiunto Tofalo -. È questo l’obiettivo al quale si dovrà tendere, come lo stesso ministro (Lorenzo Guerini ndr) ha dichiarato nel corso dell’iter parlamentare di definizione dei provvedimenti; in questa direzione, peraltro, va l’impegno espresso dal Consiglio dei Ministri per adottare, a breve, ogni utile iniziativa che consenta di individuare risorse idonee ad ulteriori finanziamenti”.

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini

Intervenendo poi sugli aspetti più strettamente tecnici Tofalo “esistono specifiche misure attuabili solo nell’ambito di un opportuno dialogo interministeriale”.

E riferendosi alle modalità di svolgimento del servizio. il sottosegretario ha sostenuto che sarebbe “opportuno venisse svolto in chiave maggiormente dinamica – accorpando, ad esempio, più siti in un unico itinerario di pattugliamento – al fine di economizzare tempo e personale, diminuendo nel contempo lo stress”.

A tal riguardo Tofalo ritiene opportuno “proseguire l’approfondimento in tal senso in ambito Dicastero affinché possa aver luogo un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, titolare, come noto, dell’impiego del personale militare di Strade Sicure”.

“Serve riflettere sulla necessità di ri-perimetrare, con un ampio approccio inter-dicasteriale, la minaccia alla quale siamo soggetti – ha concluso il sottosegretario – per potervi calibrare il dispositivo di Strade Sicure in maniera aderente, efficace e virtuosa in termini numerici, logistico-infrastrutturali ed amministrativi, senza pregiudizi per l’assolvimento dei compiti primari dello Strumento militare e in misura tale da tutelare appieno il personale delle Forze Armate, ponendolo in condizione di operare al meglio. In questo modo, l’elemento umano, fattore-chiave del successo di ogni operazione, potrà essere gratificato nel senso più ampio del termine, rendendo il successo di Strade Sicure realmente completo”.

Questo per Tofalo è “un obiettivo che, accanto ai vertici delle Forze Armate, deve coinvolgere tutti, parlamentari e membri dell’Esecutivo. E, al riguardo, è inutile sottolineare che il contributo di quest’indagine conoscitiva, oramai al termine, sarà fondamentale”.

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23 Ottobre 2019 | 15:01


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