Ostia, blitz contro il clan Spada: l’accusa è Associazione mafiosa

Ostia, blitz contro il clan Spada: l’accusa è Associazione mafiosa

25 Gennaio 2018 0 Di Redazione In24

Operazione delle Forze dell’Ordine contro il clan Spada di Ostia: 32 persone arrestate all’alba di oggi. Per la prima volta, l’accusa è di Associazione mafiosa.

Blitz contro il clan Spada di Ostia

Un blitz delle forze dell’Ordine è partito questa mattina all’alba contro il clan Spada, organizzazione ritenuta egemone nelle attività illecite ad Ostia. E per la prima volta l’accusa mossa contro il clan è di associazione a delinquere di stampo mafioso.

L’operazione “Eclissi” ha visto all’opera decine di volanti e di elicotteri della polizia, dei carabinieri e della Guardia costiera, che si sono mossi per eseguire 32 ordinanze di arresto per Roberto Spada (fratello del boss Carmine), l’uomo che nei giorni scorsi è stato rinviato a giudizio perché a novembre scorso ha aggredito con una testata il giornalista Daniele Piervincenzi e per altre persone a lui legate. Le accuse contenute nell’ordinanza di arresto del Gip di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia riguardano vari reati, dall’omicidio all’estorsione, dall’usura alla intestazione fittizia di beni.

Secondo gli inquirenti, gli arrestati sarebbero, promotori, capi o gregari di una organizzazione mafiosa con base ad Ostia e ambito di operazioni in tutto il Lazio. Al vertice sarebbero i due fratelli, Carmine e Roberto, gli stessi che avrebbero anmche ordinato l’omicidio di Giovanni Galleoni (detto Bafficchio) e Francesco Antonini (Sorcanera), uccisi nel novembre del 2011 a Ostia.

Anzi, sarebbe stato proprio quel duplice omicidio a sancire in qualche modo “l’inesorabile ascesa al potere del clan Spada – come si legge nel’ordinanza – il cui prestigio criminale vede una progressiva crescita in forza dell’alleanza con l’organizzazione facente capo alla famiglia Fasciani e in concomitanza con l’indebolimento della famiglia dei “Baficchio” (Galleone – Cardoni)”.

Dalle intercettazioni raccolte dagli inquirenti emerge anche il profilo deciso e “crudele” dei membri del clan, così come è stato delineatop dalle loro stesse vittime.

In una intercettazione, ad esempio, si sente chiaro e tondo che “”Questi non guardano in faccia a nessuno e se Romolo (pseudonimo di Carmine Spada) non avrà soldi ci ammazza tutti”.

E lo stesso Romolo sarebbe uno che “neanche ti minaccia, ti ammazza direttamente”, come avrebbe detto un’altra persona pure intercettata.

Addirittura, una vittima racconta in una inmtercettazione che una volta Carmine Spada si è recato in un ristorante con un’auto rubata e soprattutto con un lanciafiamme, con cui ha minacciato il proprietario di incendiare tutta la struttura.

Tra l’altro, le indagini degli inquirenti hanno permesso di seguire e delineare non solo l’attività degli Spada, ma anche la loro ascesa nel panorama criminale laziale. A quanto sembra, nel 2016, il vecchio boss Carmine Fasciani ha subito almeno due agguati, che non sono mai stati denunciati alle forze dell’ordine e sono stati scoperti dalle intercettazioni. E anche il fratelo di Spada, Roberto, sarebbe a sua volta finito nel mirino di killer che hanno cercato di ucciderlo.

Secondo quanto spiegato dal capo della Squadra mobile Luigi Silipo, insomma, il clan Spada ha cercato con una inusitata violenza di con quistare il suo “posto al sole”, sia assicurandosi proventi illeciti, sia eliminando o ridimensionando i gruppi concorrenti. In questo quadro rientrerebbero sia il doppio tentao omicidio di Fasciani, sia i tentati omicidi subiti da entrambi i fratelli Spada.

E in entrambi i casi, nessuno ha sporto denuncia, né ha cercato vendetta. Gli inquirenti sono giunti alla conclusione che ad un certo punto si sia portata a termine una sorta di tregua, in cui le parti hanno rinunciato a vendicarsi per non compromettere definitivamente gli equilibri esistenti e soprattutto per non attirare troppa attenzione delle forze dell’ordine.

Stando a quanto spiegato da Silipo, infatti, attualmente Spada e Fasciani sarebbero di fatto alleati, con i primi che danno anche un contributo, più simbolico che effettivo, per il mantenimento del boss Carmine Fasciani, detenuto in carcere”.

Secondo gli inquirenti si “registra, nel momentopiù critico ed emergenziale della elaborazione di una strategia di reazione agli attentati alla figura apicale dell’organizzazione, l’intervento della famiglia Fasciani, tramite Giuseppe Fasciani detto Floro, altro fratello di Carmine“.

 

In questo video le immagini del blitz delle FOrze dell’Ordine contro gli esponenti del clan Spada di Ostia: