Paese Italia, pomeriggio di ordinaria follia: è black out politico e Istituzionale

Paese Italia, pomeriggio di ordinaria follia: è black out politico e Istituzionale

29 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

Il presidente incaricato Carlo Cottarelli lascia il Quirinale da una porta di servizio. Si squaglia. Sergio Mattarella si rende invisibile. Il silenzio del Colle rimbomba nei Palazzi e nel Paese. Il tutto mentre vola lo spread a 300 e crollano le Borse…

“Ho visto cose che voi italici non potreste immaginarvi…”

“Ho visto cose che voi italici non potreste immaginarvi…”. Il film politico della giornata rende scontato fare il verso all’androide di Blade Runner, la famosa pellicola di fantascienza del 1982.

29 maggio 2018, ore 17.00. Un pomeriggio di ordinaria follia. Il presidente incaricato Carlo Cottarelli lascia il Quirinale da una porta di servizio. Si squaglia. Sergio Mattarella si rende invisibile. Il silenzio del Colle rimbomba nei Palazzi e nel Paese. Il tutto mentre vola lo spread a 300 e crollano le Borse…

E’ il gran finale di una giornata esacerbata dagli sguaiati commenti dal responsabile del Bilancio Ue Gunther Oettinger  (“I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”, aveva vomitato il tedesco generando le dure reazioni del M5s e della Lega) dalle polemiche tra i partiti a dal montare della voglia di voto subito  espressa da più parti.

Si invoca la data di domenica 29 luglio. A questo punto le Camere dovrebbero essere sciolte domani. Voci che si inseguono e che si accavallano

Un caos senza precedenti, un caos generato dalla omologazione del Quirinale alle linee economiche europee, un caos figlio della genuflessione ai Poteri europei e della inadeguatezza della maggior parte del ceto politico.

Paese Italia, scenario da spappolamento istituzionale

La crisi si avvita su se stessa, Cinquestelle e Fratelli d’Italia attaccano a testa bassa il Capo dello Stato. Uno scenario al limite del surreale, un quadro di spappolamento istituzionale nel quale figurano sconvolti i rigorosi e collaudati protocolli e le antiche liturgie.

Un quadro da cupio dissolvi che spinge perfino il sempre caustico Beppe Grillo a fare appello al confronto politico evitando la rissa.

Su tutto resta il mistero sui silenzi di Mattarella e di Cottarelli. Né un comunicato stampa di maniera dell’Ufficio Stampa del Quirinale serve a diradare ombre e sospetti.

Informalmente circola la voce secondo la quale il Governo Cottarelli non avrebbe ottenuto neanche un voto al Senato. Un Governo senza alcuna legittimazione che avrebbe incontrato difficoltà anche nel gestire la ordinaria amministrazione all’Italia e all’Estero.

Cottarelli, insomma, non ha intenzione ad indossare i panni del fantoccio. E le chiacchiere contenute nei comunicati ufficiali lasciano il tempo che trovano…

Un quadro in continua evoluzione su cui si riflette la posizione di un Pd smarrito e senza bussola. E la decisione degli Zombies del Nazareno di non votare la fiducia al Governo è stato l’elemento probabilmente principale a spingere Cottarelli a rinunciare.

Inutile dire che in uno scenario di inaudita gravità lascia basito il vuoto intellettuale e politico di Matteo Renzi, il Ragazzo di Rignano ormai in grado di blaterare soltanto banalità e sciocchezze. Gli fa eco Silvio Berlusconi che disperatamente per non affondare cerca di restare aggrappato a Salvini.

I “populisti” ci salveranno

Unica luce in una giornata buia le prove di intesa tra M5s e Lega. Il contratto è agli atti. Non resta che rinnovarlo… Paradossalmente con molta probabilità toccherà ai famigerati “populisti antisistema” rimettere ordine nelle faccende del Paese e restituire agli italiani il welfare e la perduta giustizia sociale. Sì, amici, “vedrete cose che oggi non potete immaginarvi…”