Papà Di Maio sfruttava lavoratore in nero al tempo di Giggino bibitaro al San Paolo…

Papà Di Maio sfruttava lavoratore in nero al tempo di Giggino bibitaro al San Paolo…

26 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

La canea sollevata attorno al caso del lavoratore in nero al servizio del padre di Luigi Di Maio – un episodio risalente a dieci anni fa e rivelato da Le Iene – mette in risalto la deficitaria onestà intellettuale dei commentatori Grandi Firme e dei nostri politici di primo e di secondo piano.

A.A.A. Onestà intellettuale cercasi

A.A.A. Onesta intellettuale cercasi. A cominciare dal Capo politico del M5s nonché Vicepremier e Ministro del  Lavoro Luigi Di Maio. Forse perché colto di sorpresa, forse perché privo di argomenti, Luigi Di Maio di fronte alla contestazione de le Iene ha preferito a botta calda scaricare il genitore (“Per anni non ci siamo parlati”) per poi successivamente cercare di rimediare attraverso un post su Facebook. Di certo di fronte al microfono e alla telecamera accesa de Le Iene il Capo politico Cinquestelle non ha offerto il meglio di sé, non ha fornito dimostrazione di sincerità. Poteva argomentare in maniera convincente il proprio punto di vista ma ha preferito rifugiarsi nella mozione dei sentimenti, prima scusa a portata di testa. Un errore – questo del Giovanotto di Pomigliano – probabilmente dovuto anche alla inesperienza.

I penosi tentativi di quanti cercano di cavalcare lo scandalo

Detto ciò, semplicemente penosi i tentativi di cavalcare il fatto da parte di certe puttane e certi puttani delle tastiere e delle tv (confermo la personale convinzione soprattutto dopo la squallida iniziativa a cui hanno dato vita sabato scorso “quelle” e “quelli” de la Repubblica diretta da Mario Calabresi) e da parte di certe Signore e certi Signori della politica.

Un polverone finalizzato a confondere le idee. Hanno tirato in ballo i casi di Maria Elena Boschi e di Banca Etruria e i casi di Babbo Renzi impasticciato nell’affaire Consip e in altre questioni di fallimenti e bancarotta.

La disonestà intellettuale per bandiera, Costoro (Grandi Firme, Maria Elena Boschi e Matteo Renzi) confondono tempi e storie.

Basta in merito puntualizzare che quando Papà Di Maio sfruttava il citato lavoratore in nero, l’allora giovane Giggino faceva il bibitaro al San Paolo mentre quando Babbo Boschi e Babbo Renzi pasticciavano, la Signorina Maria Elena e il Signor Matteo erano a Palazzo Chigi. La differenza è tutta qui. E non è una differenza da poco…

Possibile che nessuno abbia colto questo fondamentale particolare? Possibile che la disonestà intellettuale arrivi a tanto? Ebbene, sì! Accade quando il pudore latita in certe persone. Condizione dell’anima – il pudore – del resto notoriamente poco diffusa tra puttane e puttani…

26/11/2018  h.16.55