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Pd, Calenda parla da leader: Renzi è avvisato

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Pd, Carlo Calenda riceve la tessera da Maurizio Martina.

Il ministro dello Sviluppo economico e nei iscritto del Pd, Carlo Calenda, detta le sue condizioni: Mai con il M5s.

Pd, Calenda parla da leader: Renzi è avvisato…

Calenda, chi era costui? L’interrogativo in stile manzoniano a questo punto è d’obbligo. Il ministro dello Sviluppo dalle radici montiane – fresco di iscrizione al Pd (nella foto, mostra la tesera ricevuta da Maurizio Martina) – senza aver ancora messo piede nel Nazareno già detta le condizioni:

“No ad accordo col M5s altrimenti la mia iscrizione al Pd sarà la più breve della storia”, minaccia.

Ma vi sembra normale un tale atteggiamento da parte di uno che la tessera non l’ha ancora ritirata? Roba da matti!

Eccentricità e anomalie che possono registrarsi soltanto in un partito allo sbando, in un partito a pezzi.

Mai visto che un fresco iscritto, un signor nessuno in materia di impegno partitico e militanza voglia dettar legge ai futuri amici e compagni di partito.

Una invasione di campo di fronte alla quale resta muto, attonito, l’ex Capo scout, segretario Dem dalle dimissioni postdatate. Un altro segnale della debolezza politica che lo sta annientando.

Ma chi diavolo è Carlo Calenda? Chi diavolo lo manda?
Di Lui si sa che ha trascorsi da dirigente d’azienda e che è ministro dello Sviluppo economico dal 10 maggio 2016, prima nel Governo Renzi e poi riconfermato in carica nel Governo Gentiloni.

Dal 2 maggio 2013 al 21 marzo 2016 è stato vice-ministro dello Sviluppo economico prima nel Governo Letta e poi nel Governo Renzi e in seguito Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea..

45 anni, laureato in Giurisprudenza, ha lavorato per Società finanziarie prima di approdare, nel 1998, alla Ferrari sotto la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo. Lì assume i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie.

Poi passa a Sky dove è responsabile marketing. In Confindustria viene nominato assistente del presidente e poi direttore dell’area strategica e Affari internazionali durante la presidenza di Luca Cordero di Montezemolo, dal 2004 al 2008. Successivamente è direttore generale di Interporto Campano e presidente di Interporto Servizi Cargo.

Insomma una carriera professionale prestigiosa all’ombra dei Poteri forti.

Meno ricca di successi la carriera politica. Coordinatore politico dell’associazione Italia Futura, fondata da Montezemolo, nel 2013 è candidato alle elezioni politiche nella lista di Scelta Civica di Mario Monti ma non viene eletto.

Insomma percorsi professionali e politici che non lo hanno mai portato ad incrociarsi con strade e sentieri del Centrosinistra.

Viene allora da chiedersi cosa Calenda sia venuto a fare nel Pd. Probabilmente per completare quello spostamento a Destra che al Giovanotto di Rignano sull’Arno non è riuscito. Qualcuno informi Matteo Renzi che su di lui sta calando il sipario…