Direzione Pd, è tregua. Gli Zombies non trovano il coraggio di ribellarsi al Becchino rignanese

Direzione Pd, è tregua. Gli Zombies non trovano il coraggio di ribellarsi al Becchino rignanese

03 Maggio 2018 0 Di Marino Marquardt

Direzione Pd, finisce a tarallucci rancidi e vino. Gli oppositori non riescono a ribellarsi a Renzi: resa dei conti rimandata alla prossima Assemblea Nazionale.

Direzione Pd, finisce a taralluci rancidi e vino diventato aceto

Gli zombies della Morgue del Nazareno non trovano il coraggio di ribellarsi al proprio Becchino e tutto resta come prima, come se non fosse successo niente. Quattro giorni di parole usate come proiettili, quattro giorni di veleni, quattro giorni di insulti e minacce a distanza…

Tutto dimenticato, Re Travicello Maurizio Martina conserva il ruolo di Segretario Reggente del Pd, Matteo Renzi si fa una risata e continua a fare il bello e cattivo tempo da Segretario-ombra del Pd.

Spettacolo di immensa tristezza messo in scena da poveracci senza attributi. L’odio si taglia a fette tra i coinquilini del Nazareno, il reciproco disprezzo tra le opposte fazioni si tocca con mano… Eppure l’annunciata resa dei conti finisce con una vergognosa tregua festeggiata con tarallucci rancidi e vino diventato aceto.

Partito senza futuro affidato agli emuli degli yuppies della “Milano da bere”

Appare senza futuro il Pd. Partito senza anima e privo di uomini con il necessario bagaglio intellettuale, politico e culturale in grado di ridisegnarne il progetto, le strategie e gli orizzonti, è finito nelle mani di giovani ambiziosi e carrieristi emuli degli yuppies anni ’80 figli della “Milano da bere”. Uno schiaffo al socialismo e al cattolicesimo progressista.

La tregua tra Quaquaraquà reggerà fino all’Assemblea Nazionale, al momento lontana nel tempo.

Frattanto attenderanno l’incontro col Capo dello Stato Sergio Mattarella il quale lunedì darà vita ad un ultimo giorno di consultazioni iniziando col M5s. Al termine degli incontri Mattarella potrebbe convincersi a mandare il Paese al voto anticipato. Da luglio ogni mese è buono.

Frattanto sembra essersi chiusa l’avventura di Luigi Di Maio nelle vesti da candidato premier. Alessandro Di Battista pare abbia stracciato il biglietto aereo che avrebbe dovuto portarlo verso Paesi lontani.

Scelta saggia, il popolo Cinquestelle ha bisogno di ritrovare il galvanizzatore e motivatore degli ultimi anni.