Pd, Primarie de noantri & gioco sporco

Pd, Primarie de noantri & gioco sporco

24 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Le Primarie del Pd, con le regole attuali, permettono ogni genere di inquinamento del voto. E può accadere anche che il candidato favorito possa perdere.

Primarie Pd, due date possibili

9 e 29. Sono i numeri più giocati alla roulette della data delle Primarie dem. Si riferiscono alla seconda domenica di aprile e all’ultimo sabato dello stesso mese. Oggi intanto al Nazareno si avvia ufficialmente la discussione sul giorno della competizione.

Matteuccio – impegnato in un tour dalle sfumature provinciali e ormai demodé a Silicon Valley (la località leader nel campo dell’innovazione negli ultimi anni è stata surclassata da affini siti indiani e cinesi) – preme affinché si voti il 9 aprile anche se ufficialmente finge distacco e disinteresse in merito.

Ha fretta di perdere

commentano alcuni maliziosamente. E già perché può accadere di tutto in competizioni elettorali senza regole certe e aperte a tutti come lo sono appunto le caserecce primarie piddine denoantri o – se preferite – a pane e puparuoli (pane e peperoni per i non napoletani ndr).

Può accadere di tutto, anche che il favorito sulla carta perda. Ipotesi legittima anche alla luce di quanto già accaduto in passato in varie parti d’Italia e a Napoli in particolare in occasione della scelta del candidato a sindaco nelle ultime Amministrative.

Inutile dire che, in questo quadro, non ci sarebbe da meravigliarsi se si registrasse una robusta partecipazione al voto da parte di commandos pentastellati e di aderenti ai Comitati per il No.

Si tratterebbe di blitz finalizzati – al prezzo stracciato di 2 euro – a liberare il Paese dalla ormai ingombrante e – secondo alcuni – inutile presenza.

E’ accaduto quattro anni fa con le generose flebo di voti forzisti e verdiniani a favore del Giovanotto di Rignano sull’Arno; potrebbe ripetersi domani con effetti invertiti.

L’inquinamento morale del voto è in agguato, dunque. E potrebbe avere conseguenze devastanti per l’ex segretario piddino.

Nefandezze etiche, indubbiamente. Nefandezze però non escluse dalle sgangherate regole delle primarie, nefandezze che in definitiva possono far vincere chi tra i candidati è moralmente il più spregiudicato, nefandezze che però possono anche farlo perdere.

Classica arma a doppio taglio. La guerra è guerra, non è roba per gentiluomini.

Con le attuali norme, insomma, può vincere chi gioca più sporco e non chi avanza proposte più valide. Senza dire che il mercato del voto prezzolato è aperto h.24.

Sia chiaro: nulla di illegale. Tutto lecito perché le primarie aperte a tutti comportano implicitamente la possibilità di “inquinamenti” esterni.

Ma se nulla è illegale, il tutto appare terribilmente immorale. La vigente normativa – è infatti evidente – finisce col tradursi in istigazione al gioco sporco. Non a caso i precetti li hanno scritte quelli del Pd… E ho detto tutto.