Pd, Primarie il 30 aprile. Gli antirenziani puntano su aiuti esterni

Pd, Primarie il 30 aprile. Gli antirenziani puntano su aiuti esterni

24 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Le Primarie del Pd si terranno il 30 aprile: lo ha deciso la commissione-congresso. Emiliano e Orlando delusi, perché non avranno tempo.

Pd, le Primarie il 30 aprile

 

Domenica 30 aprile. Si voterà per le primarie del Pd nel bel mezzo del ponte del Primo Maggio. A deciderlo, la commissione-congresso del Partito democratico, a quanto riferito da Lorenzo Guerini all’unanimità.

Una data contestata da Michele Emiliano e Andrea Orlando perché – secondo quanto affermato dai due – non consentirà loro di avvalersi del tempo necessario per svolgere le rispettive campagne elettorali su tutto il territorio nazionale.

Ai nastri di partenza favorito appare l’ex premier. Ufficialmente infatti Matteo Renzi potrà avvalersi del sostegno della squadra di governo e soprattutto dei sempreinpiedi buoni per tutte le stagioni, da Anna Finocchiaro a Nicola Latorre, tanto per fare dei nomi;

Andrea Orlando gode della sponsorizzazione di Giorgio Napolitano, suo maestro da sempre. Un sostegno, questo dell’ex capo dello Stato, che già ha prestato il fianco alla interpretazione secondo la quale il Guardasigilli sarebbe l’uomo nuovo sul quale intenderebbero puntare i Poteri forti.

Privo di testimonial di spicco Emiliano. Il governatore della Puglia potrebbe però avvalersi del soccorso strategico degli aderenti agli ex Comitati per il No e quindi del sostegno indiretto del conterraneo Massimo D’Alema, l’inossidabile alle prese con la costruzione del nuovo soggetto alla sinistra del Pd.

Una frase sfuggita a Emiliano durante un recente convegno della Cgil appare in merito illuminante:

Le primarie – ha affermato – si trasformeranno in un referendum antirenziano.

Già, come accadde col Referendum costituzionale… Il primo obiettivo degli antirenziani sarà quello di non far raggiungere (magari anche con il contributo di commandos pentastellati) il 50 per cento all’ex Capo Scout, quota che gli consentirebbe di essere eletto segretario senza passare tra le insidie dell’Assemblea.

Una volta centrato questo obiettivo, il 7 maggio in Assemblea nazionale per l’elezione del segretario si aprirebbe tutta un’altra storia.