Pd, sabato al Nazareno si aprono le danze per la scelta del nuovo Segretario

Pd, sabato al Nazareno si aprono le danze per la scelta del nuovo Segretario

15 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

Le danze al Nazareno si apriranno sabato prossimo. In programma il Gran Galà assembleare che dovrà decidere il percorso che condurrà alla scelta del nuovo Segretario.

Senza anima e senza bussola è un Partito da rifondare

Senza anima e senza bussola, devastato dalla gestione renziana, diviso tra spinte a Destra e spinte a Sinistra e contaminato da presenze che non hanno nulla da spartire con la cultura socialista (vedesi l’intruso Carlo Calenda che smania per diventare Segretario del Pd), è un soggetto politico da rifondare questo fondato dal mancato “Africano” Valter Veltroni.

“Sabato saranno fissate le tappe – annuncia il quotidiano on line Democratica – tra le cui pieghe è possibile intuire quale potrà essere, verosimilmente, la data che alla fine sarà indicata per le primarie: innanzitutto, il parlamentino dei democratici, eletto alle primarie dell’anno scorso, si riunirà per l’ultima volta per assumere le dimissioni del segretario Maurizio Martina e per sciogliersi formalmente. A questo punto la palla passerà al presidente del partito, Matteo Orfini, che assumerà la funzione di reggente fino all’elezione del nuovo segretario”.

Orfini deus ex machina pro tempore

Democratica spiega che “a Orfini spetterà la convocazione della Direzione, che darà il via agli adempimenti previsti dallo Statuto, primo fra tutti la nomina, su proposta dello stesso Orfini  della commissione per il Congresso. È a questo organismo che spetterà il compito di stilare il regolamento delle primarie, ivi compresa l’indicazione di una data per l’allestimento dei gazebo. Una volta sciolto il nodo del regolamento, sempre Orfini convocherà nuovamente la Direzione del partito, a cui spetterà il compito di approvare (o rigettare) il Regolamento, comprensivo di data. Tappe che, verosimilmente, potrebbero portare alla convocazione delle primarie tra la fine di febbraio e la metà di marzo 2019”.

Si allarga la rosa dei possibili candidati

Intanto si allarga la rosa di possibili candidati alla Segreteria. Oltre al nome di Nicola Zingaretti e a quello del già citato Calenda circolano quelli dell’ex portavoce dem Matteo Richetti, del parlamentare vicino a Michele Emiliano, Francesco Boccia, e dell’outsider Dario Corallo. Ancora indecisi se partecipare alla corsa alla prima poltrona del Nazareno, l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano, il segretario uscente Maurizio Martina e l’ex titolare del Viminale, Marco Minniti.

I tormenti di Renzi: il suo Partito personale vale il 4 per cento

Sullo sfondo gli interrogativi sulle scelte di Matteo Renzi e i relativi tormenti. L’ex Rottamatore sa bene che se non riuscirà a fare eleggere un Segretario a Lui vicino perderà la possibilità di condizionare la composizione delle liste elettorali. Tradotto, perderà quelle legioni di parlamentari oggi a Lui fedelissimi fedelissimi e che ne rappresentano la maggior forza.

E’ un rischio che l’ex Capo Scout non intende correre. Non da escludere dunque la nascita di un soggetto politico a immagine e somiglianza del Giovanotto di Rignano sull’Arno. Ma i numeri in merito potrebbero scoraggiarlo dal dar vita all’iniziativa. Tempo fa, infatti, Renzi fece testare la sua idea da due istituti di sondaggi, Swg e Emg di Fabrizio Masia.  I responsi furono avari: una delle due analisi collocava il potenziale partito renzian-macroniano al 4 per cento, appena sopra il quorum, l’altra dava qualche punto in più, ma poca roba. Poca roba e mala tempora per l’ex Capo Scout…

15/11/2018  h.09.15