Pfizer: la settimana prossima 100% dei vaccini

Pfizer: la settimana prossima 100% dei vaccini

21 Gennaio 2021 0 Di Fabio Carolla

Vaccino CoVID

La Pfizer rende noto che saranno rispettate le dosi previste per la settimana prossima. E promette: I ritardi verranno assorbiti entro metà febbraio.

Vaccini, Pfizer vuole recuperare i ritardi

Dopo le mancate consegne di vaccini della scorsa settimana, l’azienda farmaceutica Pfizer fa un passo indietro e promette di rispettare i patti.

Questa settimana ci sono stati ritardi sulla consegna delle dosi di vaccini per tutti gli Stati membri, ma saranno assorbiti entro metà febbraio. Dalla prossima settimana le consegne torneranno al 100% delle dosi previste settimanalmente“, annuncia un portavoce della Commissione europea Stefan de Keersmaecker, sulla base di quanto reso noto dall’azienda.

La notizia è quantomeno soddisfacente, soprattutto in vista degli avvenimenti delle ultime giornate.

La settimana scorsa un calo del 29 per cento

Difatti, la settimana scorsa, l’azienda statunitense ha comunicato un calo nella distribuzione di dosi pari al 29 per cento.

In termini settimanali, si è trattato di circa 140mila dosi in meno.

Distribuzione che, inoltre, è stata riprogrammata in modo tempestivo e unilaterale, con l’azienda che si è arrogata il diritto di ricalcolare il numero di approvvigionamenti nei vari luoghi designati.

Sul suolo italiano, questa redistribuzione ha gravemente penalizzato Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto: circa 25mila dosi in meno a testa.

Allo stesso tempo, Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle D’Aosta non hanno subito tagli.

La ridistribuzione ha fortemente spaventato i governi europei, preoccupati di un ulteriore (e pesante) rallentamento sulla tabella di marcia.

La stessa tabella di marcia che era stata velocizzata dalla scoperta che, dalle fiale distribuite, si potesse ottenere una sesta dose, a fronte delle cinque inizialmente previste, per un aumento totale di circa il 17 per cento.

Il tema Pfizer tra Domenico Arcuri e la Crisi di Governo

E così Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha minacciato di procedere per vie legali, in caso di continuo inadempimento dei termini contrattuali – che stabiliscono le misure settimanali di dosi da ricevere.

Un tema, quello della mancanza di vaccini, molto sentito anche in ambito politico, soprattutto nei giorni della Crisi di Governo.

Proprio Matteo Renzi, leader di Italia Viva, è intervenuto alla trasmissione “Porta a Porta” per sottolineare il proprio disappunto nei rispetti del presidente Giuseppe Conte, incapace – a detta del fiorentino – di tenere un polso duro nei confronti del colosso farmaceutico statunitense.

Germania, nel Nord Reno Westfalia stop alle vaccinazioni

Disagi, però, che non sono stati avvertiti solamente in Italia.

In Germania, lo stato federato di Nord Reno-Westfalia si è visto costretto – due giorni fa – ad interrompere le vaccinazioni, utilizzando le fiale solo per le seconde dosi.

Similmente, anche altri Lander tedeschi hanno momentaneamente interrotto le vaccinazioni, in attesa di capire eventuali e successivi sviluppi della situazione.

Tuttavia, adesso l’allarme è rientrato, con l’azienda che garantisce la consegna effettiva delle dosi previste per l’attuale trimestre.

La situazione vaccini in Italia

Anche Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, tira un sospiro di sollievo: “Il ritardo accumulato sarà recuperato nelle prossime settimane. La seconda dose sembra essere garantita a tutti quelli che hanno ricevuto la prima”.

Adesso è il turno dell’Italia, chiamata a migliorare l’efficacia del proprio piano vaccinale, ancora troppo lento e non uniforme su tutto il territorio.

Difatti, se da un lato le regioni più virtuose hanno somministrato più del 90 per cento delle dosi disponibili (Bolzano, Piemonte e Valle D’Aosta), dall’altro la Calabria si ferma solo al 52 per cento.

Continuando con questi numeri e ritmi, le vaccinazioni potrebbero impiegare più tempo del previsto e non permetterebbero una sia pur graduale riapertura del paese.

Tanti i dubbi sulla campagna vaccinale, ma uno incombe sopra tutti: quanto ancora ci vorrà?