Piano Vaccini, le Regioni dicono sì ma De Luca contesta la ripartizione

Piano Vaccini, le Regioni dicono sì ma De Luca contesta la ripartizione

17 Dicembre 2020 0 Di Pietro Nigro

Un sì condizionato è arrivato al Piano Vaccini dal vertice Stato-Regioni, in cui i governatori chiedono una “zona rossa fino all’Epifania”.

Piano Vaccini, le Regioni dicono sì

Un sì ma non all’unanimità al Piano Vaccini arriva dalla riunione dei presidenti delle Regioni, che è stata convocata questa mattina a Roma dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, e che è arrivata fino al punto di chiedere al governo una zona rossa nazionale fino all’Epifania, mentre a gennaio si riprenderebbe ad applicare il modello di interventi territoriali.

Modello che, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, per il ministro Boccia “ha funzionato bene e ha fatto scendere l’RT da 1.7 all’attuale 0,8 ed è ancora in discesa, anche se le reti sanitarie necessitano di essere sempre più difese e alleggerite“.

“Rispetto alle valutazioni che avevamo fatto, saremo pronti a partire con alcuni giorni di anticipo” con la somministrazione delle prime dosi di vaccino” ha confermato il ministro della Salute Roberto Speranza, sottolineando quindi l’importanza di “essere pronti con i piani regionali”. “La campagna vaccinale sarà una sfida che vinceremo tutti insieme” ha detto il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia.

Il Piano vaccini, con le sue applicazioni regionali, che è stato presentato oltre che da Boccia, anche dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri, ha incontrato un sostanziale gradimento da parte dei governatori, con la sola e importante eccezione di Vincenzo De Luca, che ha espresso netta contrarietà.

Il Piano, ha spiegato il governatore della Campania, prevede una attribuzione dei vaccini per la prima fase non commisurato a criteri oggettivi di fabbisogno. La Campania, infatti, ha proposto che in fase di prima ripartizione del vaccini si tenesse conto della popolazione delle singole Regioni. Proposta che però non è stata accolta dal Governo, e si sta procedendo con un Piano che “prevede evidenti e immotivati squilibri fra le quote destinate alle diverse Regioni”.

Vaccini, si inizia a gennaio con 1,8 milioni di dosi

Entro fine anno si terrà dunque il Vaccine Day europeo, quando si effettueranno le vaccinazioni simboliche in diversi Paesi.

I primi italiani saranno vaccinati contro il Covid già subito dopo Natale e prima dell’inizio del 2021 se l’Ema nella riunione in programma il 21 dicembre darà il via libera al farmaco della Pfizer.

E’ questo, secondo quanto si apprende, l’ultimo timing emerso nel corso della riunione tra il governo e le Regioni che ha dato il via libera al piano dei vaccini e che domani sarà sottoposto formalmente alla Conferenza Stato-Regioni.

Nelle prossime ore verrà definito il numero di persone alle quali somministrare il vaccino nel giorno simbolico, lo stesso in tutta Europa, sulla base delle quantità che Pfizer sarà in grado di consegnare.

Ma l’inizio vero e proprio delle vaccinazioni – è stato convermato questa mattina – sarà a gennaio, quando “verrà avviata la prima sessione della vaccinazione di massa, destinata alle categorie che il Governo e il Parlamento hanno stabilito essere prioritarie“, e cioé operatori sanitari e sociosanitari, personale operante nei presidi ospedalieri, pubblici e privati, ospiti e personale delle residenze per anziani.

Dunque, si inizierà la campagna di vaccinazione con 1.833.975 dosi di vaccino anti Covid 19 che verranno distribuite da Pfizer e inviate alle Regioni.

A ciascuna regione sarà consegnato un quantitativo di vaccini pari al 90 per ceno della richiesta, perché i tecnici stimano che non si vaccinerà il 100 per cento del personale sanitario previsto per questa prima fase.

Per quanto riguarda i dettagli operativi che sono stati illustrati ai governatori, è stato confermato che il Commissario dovrebbe inviare entro la settimana a tutte le regioni una sorta di “libretto di istruzioni” per il vaccino e tutte le indicazioni per la procedura di somministrazione.

Zaia: “Zona rossa fino all’Epifania”

Sebbene non fosse formalmente in discussione la gestione delle zone di sicurezza, i governatori hanno in qualche modo affrontato anche il tema del ockdown natalizio. Tra i governatori, Luca Zaia del Veneto ha proposto “misure restrittive da zona rossa fino all’Epifania“. E la proposta di “maggiori restrizioni” allla mobilità delle persone ha incontrato il favore e il sostegno anche di altri colleghi, i rapresentanti del Lazio, Friuli Venezia Giulia e Molise. E soprattutto sembra che la posizione del presidente del Veneto sarebbe condivisa anche dai ministri Boccia e Speranza.

Secondo Zaia, “nel periodo delle festività servono restrizioni massime, se non le fa il Governo le faremo comunque noi. La Germania- avrebbe aggiunto sempre secondo quanto si apprende- è in lockdown e a gennaio è pronta a ripartire e se non chiudiamo tutto adesso ci ritroveremo a gennaio a ripartire con una curva troppo alta. Servono però ristori certi in parallelo alle chiusure”.