Piombino, 13 morti in corsia: infermiera arrestata

Piombino, 13 morti in corsia: infermiera arrestata

01 Aprile 2016 0 Di Miranda Parrini

Pisa, avrebbe ucciso 13 pazienti somministrando Eparina non prescritta dai medici. Con quest’accusa è stata arrestata una donna, Fausta Bonomo, di 55 anni, infermiera presso l’unità di anestesia e rianimazione dell’ospedale civile di Piombino.

Piombino, infermiera arrestata per la morte sospetta di 13 malati

E’ stata arrestata dai carabinieri del Nas, mercoledì sera all’aereoporto di Pisa, mentre stava rientrando da una vacanza con il marito, Fausta Bonino, 55 anni l’infermiera professionale in servizio presso l’unità di anestesia e rianimazione dell’Ospedale civile di Piombino accusata di avere ucciso 13 pazienti somministrandogli grandi quantità di eparina, un farmaco che non era prescritto nelle terapie. Ora, la donna è nel carcere Don Bosco di Pisa, con l’ ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del Tribunale di Livorno Antonio Pirato, a conclusione dell’operazione denominata “Killer in corsia”.

Secondo le indagini, l’infermiera è ritenuta responsabile del reato di omicidio volontario continuato di 13 pazienti, tutti ricoverati per diverse patologie all’ospedale di Piombino, negli anni 2014 e 2015. I carabinieri del Nas e la procura di Livorno per mesi hanno condotto le indagini utilizzando videocamere per le intercettazioni ambientali e sequestrando materiale definito altamente compromettente durante alcune perquisizioni all’ospedale e nella casa dell’accusata.

Almeno così dormono”.

Così avrebbe detto l’infermiera durante la somministrazione con iniezioni del farmaco anticoagulante, l’eparina. Come emerge dall’indagine, i pazienti, donne e uomini, avevano tra i 61 e gli 88 anni, e non erano malati terminali, e l’infermiera li avrebbe uccisi durante il suo turno di lavoro.

Fausta Bonino è originaria di Savona ma dagli anni ’80 vive in Toscana, è sposata e ha due figli, da circa 20 anni lavorava in ospedale, secondo le indagini risulta che soffriva di depressione e faceva uso di alcol e psicofarmaci.

L’indagine è partita da due denunce del Sistema sanitario nazionale, mentre, appena avuto il sospetto del coinvolgimento dell’indagata nei fatti, l’infermiera è stata spostata dal suo posto di lavoro – ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi – E’ davvero una storia orribile a cui si fa fatica a credere. Continueremo ad assicurare alla giustizia tutta la nostra collaborazione nel proseguimento delle indagini, e voglio sottolineare ancora che si tratta di un caso isolato: la missione di un infermiere non è certo quella di dare la morte, ma invece curare, assistere, alleviare il dolore. E questo fanno, con deontologia professionale, gli infermieri del servizio sanitario toscano”.

Appena avute le prime conferme l’infermiera è stata trasferita dal reparto al poliambulatorio, dove non vi è somministrazione di farmaci.

 

Infermiera arrestata, sconcerto tra i colleghi

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Infermiera arrestata, la conferenza stampa di oggi in ospedale

La notizia dell’ordinanza di custodia cautelare dell’infermiera ha destato sconcerto anche tra i colleghi, come sottolinea in una nota l’Ipasvi, il collegio degli infermieri di Livorno.

Collegio che resta a disposizione dell’arma dei carabinieri e della magistratura per qualsiasi tipo di collaborazione che si rendesse utile, ed è vicino alle famiglie dei pazienti coinvolte e a tutti gli Infermieri che continuano a prestare assistenza – si legge nella nota – questo Collegio professionale che ci rappresenta applicherà il massimo rigore sulle misure disciplinari che si renderanno necessarie a tutela della dignità professionale e dell’immagine di tutti gli infermieri che ogni giorno operano con senso di responsabilità e spirito di abnegazione in rispetto del codice deontologico”.

Singoli episodi negativi e terribili, come quelli di Piombino, anche se venissero confermati, non non possono gettare fango sull’intera categoria e nemmeno sul sistema sanitario toscano ed italiano – ha detto il governatore della Toscana Enrico Rossi – Frequentando di recente, per ragioni familiari, gli ospedali sono rimasto contento nel vedere con quanto giusto orgoglio professionale, sentimento e affetto, molti infermieri e molti medici ricevessero ringraziamenti dai familiari e dai malati, dopo il ricovero”.

Intanto il Codacons annuncia un esposto in procura sul caso dell’ infermiera offrendo assistenza legale ai parenti delle vittime, con il numero verde gratuito del Codacons Sos Malasanità 800 582493, da contattare nel caso in cui dovessero emergere responsabilità da parte dell’ infermiera e di altri soggetti pubblici e privati, per rivalersi su di essi per ottenere il risarcimento dei danni morali subiti.