Pisa, arriva ArchAide: l’app che rivoluziona l’archeologia

Pisa, arriva ArchAide: l’app che rivoluziona l’archeologia

03 Dicembre 2016 0 Di Miranda Parrini

I ricercatori dell’Università di Pisa hanno ideato il progetto ArchAide, app e data base globale per il riconoscimento delle immagini, che rivoluzionerà la pratica dell’archeologia.

Arriva da Pisa ArchAide, l’app che rivoluziona l’archeologia

Un’innovativa app che permetterà agli archeologi di ridurre tempi e costi, migliorando l’accesso, il riutilizzo e la valorizzazione del patrimonio in modo sostenibile per la classificazione delle ceramiche antiche, che fino ad oggi richiede competenze complesse, data la specializzazione raggiunta in questo specifico campo dagli studi archeologici nell’ultimo secolo. A permetterlo, ArchAide, un innovativo progetto che prevede l’utilizzo di un’app e di un database globale per il riconoscimento delle immagini, progetto di cui è capofila l’università di Pisa.

Il progetto internazionale ArchAide (Archaeological Automatic Identification and Documentation of cEramics, 2016-2019) è stato finanziato dall’Unione europea con 2 milioni e 460mila euro nell’ambito del programma Horizon 2020.

L’innovativa App per dispositivi mobili prevista dal progetto verrà sviluppata e testata nei prossimi tre anni dai ricercatori dell’Ateneo pisano, insieme al team di Visual Computing Lab di Cnr-Isti e l’impresa pisana Inera, accanto ad una serie di partner internazionali tedeschi, britannici, israeliani e spagnoli.

Il progetto, sviluppato dal team di ricercatori coordinato da Letizia Gualandi, è stato illustrato nella conferenza stampa di venerdì mattina 2 dicembre a Roma, nella sala Molajoli nel Complesso di San Michele a Ripa, in occasione della messa on-line del sito web.

L’App permetterà agli archeologici di fotografare con il tablet, direttamente dagli scavi, qualsiasi frammento di ceramica trovato, per poi inviare le proprie coordinate a un grande archivio dei reperti archeologici, quindi attivare il sistema di riconoscimento automatico dell’oggetto ed ottenere una risposta con tutte le informazioni utili collegate, con l’obiettivo di  classificare e archiviare i dati del singolo reperto su un database,  che permette di condividere on-line ogni nuova scoperta degli archeologi.

La classificazione dei  reperti è di fondamentale importanza, spiegano gli archeologi, perché permette di comprendere e datare i contesti archeologici e comprendere i flussi commerciali e le interazioni sociali nel passato.

L’innovazione tecnologica sarà testata direttamente sul campo e in diversi paesi europei, grazie alla partecipazione diretta di archeologici professionisti che daranno una serie di feedback sul prodotto fino al rilascio della versione definitiva previsto per i primi mesi del 2019.

Il progetto prevede anche la realizzazione di una versione “kids” ed educational, creata per i più piccoli per esplorare il mondo dell’archeologia e le storie che i reperti ceramici possono raccontare.