PNRR: il Sud ha sete ma gli investimenti vanno a rilento
28 Settembre 2025Riceviamo e pubblichiamo.

PNRR e servizio idrico: concluso o al collaudo il 53% degli interventi.Investimenti a rilento: speso solo il 30% dei fondi stanziati.
Al Sud, siamo al 23,5%. L’analisi del Laboratorio REF.
A un anno dalla scadenza del PNRR, il settore idrico italiano mostra un quadro a due velocità: mentre le riforme procedono spedite e quasi completate, gli investimenti infrastrutturali accusano ritardi significativi. Solo il 2% dei progetti previsti risulta concluso, mentre oltre la metà (51%) è ancora in fase di collaudo. È quanto emerge dal Position Paper ” PNRR e servizio idrico: concluso o al collaudo il 53% degli interventi” realizzato da REF Ricerche. Il PNRR ha destinato al settore idrico oltre 5,3 miliardi di euro di fondi diretti, che con cofinanziamenti pubblici e privati raggiungono circa gli 8 miliardi. Una somma senza precedenti per affrontare criticità storiche: perdite di rete che superano il 40% nazionale, sistemi di depurazione inadeguati e forti divari territoriali che penalizzano soprattutto il Mezzogiorno.
Gli investimenti arrancano
La situazione degli investimenti appare complessa. Dei 568 progetti direttamente collegati al settore idrico, il 98% è stato formalmente avviato con gare bandite per 8 miliardi di euro e aggiudicazioni per il 79% di questo importo. Tuttavia, i pagamenti effettivi ammontano a soli 2,4 miliardi (30% del totale finanziato), evidenziando il gap tra programmazione e realizzazione. “ Il PNRR dev’essere l’occasione per chiudere i divari del servizio idrico, dalla riduzione delle perdite di rete al collettamento e alla depurazione delle acque reflue. A un anno dalla scadenza, lo stato di attuazione è ancora incompleto, soprattutto per gli interventi infrastrutturali, laddove le riforme sono in stato più avanzato. È stato concluso solo il 2% degli interventi, mentre il 51% delle opere è in fase di collaudo. Gestori, Enti d’ambito e consorzi di bonifica sono più avanti nella realizzazione degli interventi. Regione ed Enti locali rimangono indietro” afferma Donato Berardi, direttore del Laboratorio REF Ricerche.
Divari territoriali e performance degli operatori
L’analisi territoriale conferma squilibri preoccupanti. Nord e Centro hanno superato il 40% di spesa effettiva, mentre il Mezzogiorno si ferma al 23,5%. Le differenze regionali sono marcate: il Friuli- Venezia Giulia guida con oltre il 52% dei pagamenti effettuati, mentre la Campania – pur essendo la regione più finanziata con 1,1 miliardi – si attesta al 9,2%. Anche le performance dei soggetti attuatori mostrano divari significativi, come sottolineato da Donato Berardi. I consorzi di bonifica hanno raggiunto il 44% di spesa, i gestori idrici industriali il 32%, gli Enti d’ambito il 26%. Molto più indietro le Regioni con appena il 5% e gli Enti locali al 10%.
Tempi stretti e rischi per il completamento
La durata media per completare un’opera idrica finanziata dal PNRR è di circa 4 anni e mezzo, con le fasi preliminari che richiedono 1 anno e 5 mesi. L’avanzamento medio – rispetto agli indicatori – si attesta al 30,6%, ma con il 51% dei progetti ancora in collaudo e il 37% in esecuzione, il rispetto delle scadenze richiede un’accelerazione significativa. Le criticità strutturali del settore restano aperte: nel Mezzogiorno le perdite di rete sfiorano il 50% e le interruzioni di servizio raggiungono le 226 ore annue per utente, contro meno di 1 al Nord. Sul fronte depurativo, a marzo 2025, risultano ancora in infrazione comunitaria 855 agglomerati, pari a 26,8 milioni di abitanti equivalenti.
La sfida dell’ultimo miglio
L’ultimo Position Paper del Laboratorio REF Ricerche evidenzia come la chiave per il successo resti il rafforzamento dei soggetti più capaci – gestori industriali e consorzi di bonifica – e il superamento della frammentazione che ancora caratterizza ampie aree del Sud. Solo così sarà possibile ridurre il “Water Service Divide” e garantire la sostenibilità idrica del Paese. A un anno dalla scadenza, quindi, l’Italia si gioca credibilità e risorse europee: non cogliere questa occasione significherebbe non solo perdere fondi, ma anche lasciare irrisolte criticità che incidono quotidianamente sulla qualità della vita di cittadini e imprese.
Gruppo di lavoro Laboratorio REF Ricerche: Andrea Ballabio, Donato Berardi, Francesca Casarico, Lorenzo Di Matteo, Valentina Ferraris, Cosimo Zecchi


