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Polonia, Viaggio a Cracovia: crocevia di arte, storia e leggende

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Bianche carrozze reali. Ph Patrizia Russo/IT24
Cracovia ricca di storia e fascino. È la città delle carrozze bianche, di miti e leggende, delle note di musica classica che echeggiano per le strade, degli orrori di Auschwitz-Birkenau, della maestria dei minatori-scultori della miniera di sale di Wielicza.

Città ricca di luce e delicata: Cracovia, meta ideale per un week-end

Cracovia è una delle città più antiche della Polonia ed è stata, prima di Varsavia, la capitale della nazione. Crocevia di arte, storia e leggende, accogliente, moderna, pulita, ordinata, sicura, verde, è la meta ideale per un week-end low cost.

Stare Miasto, la città vecchia, è il centro storico di Cracovia

Per conoscere Cracovia è necessario partire dal suo incantevole centro storico interamente pedonale. Il cuore della città è rappresentato da Rynek Glowny. Risalente a metà del 1200 è, con i suoi 200 metri, la piazza più grande d’Europa.

È quando si comincia a percorrerla che le sue dimensioni appaiono consistenti. Contornata da molti edifici di interesse architettonico e storico, oltre al Palazzo dei Tessuti (Sukiennice), che oggi ospita tante bancarelle di souvenir, nella piazza trovano posto la Basilica di Santa Maria, la statua dedicata ad Adam Mickiewicz, uno dei più noti ed amati scrittori polacchi, la piccola chiesa di Sant’Adalberto, la torre del municipio (leggermente inclinata) e un elemento di contemporaneità, l’Eros Bendato dello scultore polacco Igor Mitoraj.

Uno degli elementi distintivi di questa bella piazza sono le innumerevoli carrozze bianche trainate da coppie di cavalli con pennacchi, cocchiere in livrea e cilindro nero che riportano la mente al passato.

È lo scalpitio dei cavalli che accompagna il turista tra le colorate bancarelle dei fiori e la miriade di caffè e ristoranti all’aperto. Ma è soprattutto di sera che va vissuto questo luogo: le luci soffuse gli donano un fascino particolare.

Cracovia, Rynek Glowny (ph. In24/Patrizia Russo).

Cracovia e le sue leggende

Gli abitanti di Cracovia hanno tante storie da raccontare, una è quella del «trombettiere della Mariacki». Ogni ora, di ogni giorno, quattro volte (una per ciascun punto cardinale) dalla torre della basilica, dal lontano 1240, si ode l’Hejnal.

Tutt’oggi la straziante melodia si interrompe con la stessa nota strozzata come fece il suo eroico predecessore: trafitto da una freccia che gli trapassò la gola soffocò il canto e salvò la città dall’invasione dei tartari.

I portici del Palazzo dei Tessuti custodiscono un’altra leggenda: il pugnale appeso ad una catena in ricordo degli effetti nefasti della superbia e l’invidia.

È facile constatare che le torri della basilica di Santa Maria hanno altezze diverse. Il lavoro di costruzione fu affidato a due fratelli. Quando il più giovane si rese conto che il suo lavoro procedeva più lentamente rispetto a quello del fratello lo uccise accoltellandolo e, in preda ai rimorsi di coscienza, il giorno della consacrazione dell’edificio si trafisse il cuore con un coltello e si gettò dalla cima della torre.

Dalla piazza, per strade di un’eleganza semplice e misurata, attraversate da carrozze reali che portano in giro i turisti, dove echeggiano note di musica classica, con piccole locande dove si può mangiare, con poco, ottimo cibo, si arriva alla collina del Wawel un complesso che ospita diversi importanti edifici di grande richiamo storico-architettonico.

Primo fra tutti il Palazzo Reale, sede dei sovrani quando la città era capitale del regno, e la cattedrale di San Venceslao, uno dei luoghi di culto più importanti della nazione.

Sotto il castello, in un parco lungo il fiume Vistola, si trova la grotta del leggendario drago sconfitto da Krak. L’immagine del drago è uno dei simboli di Cracovia; proprio di fronte alla sua caverna si trova la statua del drago che ad intervalli regolari sputa fuoco.

La città di papa Giovanni Paolo II

Cracovia è la terra natale di Karol Wojtyla, papa Giovanni Paolo II, che è stato anche vescovo della città per quindici anni. E, oltre a Roma, anche qui c’è la “finestra papale” presso la sede del Palazzo dei Vescovi.

Durante le sue visite alla città, Giovanni Paolo II era solito affacciarsi e avere delle lunghe conversazioni con i giovani radunati sulla piazza di fronte al convento francescano dove era solito alloggiare.

Per la prima volta Giovanni Paolo II apparve alla finestra del palazzo durante il suo soggiorno in Polonia nel 1979 e questa divenne una tradizione di ogni suo pellegrinaggio a Cracovia.

Nella piazza si trova l’antica basilica di San Francesco d’Assisi. Questa chiesa è stata uno dei luoghi favoriti di Karol Wojtyła. Per questo, in suo ricordo, si conserva una targa affissa sulla panca dove normalmente sedeva.

Cracovia, basilica di San Francesco d'Assisi: la panca su cui era solito sedere Karol Wojtyła (ph. In24/Patrizia Russo).
Cracovia, basilica di San Francesco d’Assisi: la panca su cui era solito sedere Karol Wojtyła (ph. In24/Patrizia Russo).

Il Quartiere Ebraico e il Ghetto: due zone affascinanti e ricche di storia

Chi visita Cracovia non può non imbattersi in uno dei più tristi avvenimenti del secolo scorso: la Shoah. Superata la collina del Wawel, lasciati alle spalle piazze, scorci, palazzi d’epoca e chiese gotiche, si entra passo dopo passo in un’atmosfera molto diversa dal grande valore storico e spirituale.

Le ampie vie percorse dalle carrozze lasciano posto a stretti vicoli e case consumate dal tempo: siamo nel Kazimiersz, il quartiere ebraico dove dal XIV secolo, grazie al re Casimiro il Grande, si stabilirono molti ebrei. Oggi è patrimonio mondiale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco.

Street art, ristoranti, bar, gallerie d’arte, piccole botteghe artigiane, laboratori artistici e negozi fanno da corona alle vestigia dell’antico quartiere ebraico. Percorrendolo si riconoscono alcuni dei luoghi in cui è stato girato il film Schindler’s List. È possibile visitare le antiche sinagoghe e i musei, fermarsi davanti agli edifici storici, pranzare in uno dei tanti ristoranti kosher.

Cracovia, il quartiere ebraico (ph. In24/Patrizia Russo).
Cracovia, il quartiere ebraico (ph. In24/Patrizia Russo).

Un moderno ponte sul fiume Vistola, su cui sono installate figure in acciaio che rappresentano degli acrobati, divide il Kazimiersz dal distretto di Podgorze, l’autentico ghetto.

Separato naturalmente dal resto della città da un ponte, il Ghetto di Cracovia è stato creato dal regime nazista il 3 marzo 1941 per confinarci la popolazione ebraica.

In questo luogo si incrociano le vite del farmacista Tadeusz Pankiewicz, che assieme alle sue tre collaboratrici ha clandestinamente aiutato gli ebrei fornendo loro medicinali gratuitamente, a quella di Oskar Schindler, che attraverso il lavoro nella propria fabbrica è riuscito a sottrarre più di mille cittadini ebrei alla Soluzione finale.

Punto centrale del ghetto è la Piazza degli eroi. In questa piazza sono state installate settanta sedie in metallo, in memoria degli ebrei uccisi o deportati nei campi di concentramento.

Cracovia, piazza degli Eroi del Ghetto (ph. In24/Patrizia Russo).
Cracovia, piazza degli Eroi del Ghetto (ph. In24/Patrizia Russo).

Nel Ghetto è possibile anche vedere quello che rimane del muro che lo delimitava, costruito a forma di lapidi. Del muro originale rimane solo qualche brevissimo tratto a Podgorze, mimetizzato tra le nuove costruzioni.

Escursioni e visite guidate

Se il week-end a disposizione è lungo, non si può tralasciare una visita al campo di concentramento Auschwitz-Birkenau e alle miniere del sale di Wieliczka. I tour si possono organizzare in autonomia, oppure servirsi di https://www.seekrakow.com/it

Oswiecim, itinerario del silenzio e della memoria

Polonia, il campo di concentramento di Auschwitz (ph. In24/Patrizia Russo).
Polonia, il campo di concentramento di Auschwitz (ph. In24/Patrizia Russo).

Esiste, in Polonia, una città che si chiama Oswiecim e che dista circa 60 km da Cracovia. Una località che, se chiamata con il suo nome polacco, sembra poco conosciuta. Ma se il suo nome viene tradotto in tedesco riporta immediatamente al campo di concentramento nazista.

Su Auschwitz e Birkenau molto è stato scritto, letto, visto. Ma camminando per quello che è diventato il simbolo dell’Olocausto, la fabbrica di morte che produsse oltre un milione di vittime, niente è come uno se lo può immaginare.

Durante tutta la visita il silenzio fa da padrone, non si trovano le parole da pronunciare e gli occhi vorrebbero non guardare, si prende davvero coscienza che tutto è davvero successo.

Ogni nostra immaginazione è molto lontana dalla realtà e si esce profondamente diversi da come si è entrati. I due campi di Auschwitz-Birkenau sono oggi un museo e rappresentano un momento importante di crescita personale che tutti dovrebbero visitare, per “non dimenticare”.

Le miniere di sale di Wieliczka

Molto diversa è la visita a Wieliczka, la storica miniera di sale. È un impressionante complesso di cave sotterranee, creato grazie al lavoro di ricerca e di estrazione del sale iniziato in epoca medievale e proseguito ininterrottamente sino al 1996.

Quello che si visita è un luogo affascinante, un itinerario sotterraneo di bellissime camere scolpite nel sale, incredibili laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale.

La guida racconta molte curiosità, tra cui la leggenda sulla principessa Kinga alla quale la terra polacca deve la sua ricchezza salina.

A metà del percorso si visita la bellissima cappella dedicata alla sovrana e si ammirano le opere d’arte che decorano il suo interno: sculture, altari e bassorilievi, tutti rigorosamente realizzati in sale.

Altro momento emozionante è soffermarsi sulla riva di uno dei laghi salini per ascoltare la musica di Chopin che accompagna un meraviglioso spettacolo di luci.

Wielicza, la miniera di sale: particolare della cappella (ph. In24/Patrizia Russo).
Wielicza, la miniera di sale: particolare della cappella (ph. In24/Patrizia Russo).

Info utili

  • Visitare la città con i free tour. Si sceglie l’itinerario preferito e la lingua, ci si reca sul luogo dell’appuntamento e si visita la città insieme a guide volontarie. Importante ricordarsi di lasciare la mancia, perché queste associazioni si sostengono solo grazie al supporto dei turisti. https://freewalkingtour.com/krakow/ e https://www.cracowfreetours.com.
  • Si dorme spendendo poco, anche meno di venti euro a notte a persona. Da segnalare l’hotel IBIS Budget Kraków Stare Miasto. Una struttura basic, vicinissima al centro, con reception 24/24, in cui lavorano operatori molto gentili e disponibili e che parlano perfettamente la lingua inglese.
  • Per mangiare c’è l’imbarazzo della scelta, per tutti i gusti e per tutti i prezzi. Immancabile un pranzo a Plac Nowy. È d’obbligo, o quasi, assaggiare una zapiekanka (la pizza polacca), una specie di baguette ricoperto di formaggio e tutto ciò che si desidera. Per la cena, invece, si segnalano Chata e Polonia Restauracja, molto diversi nello stile: il primo ricorda un rifugio montano, il secondo è il ristorante un po’ retrò di un albergo ma in entrambi si può assaggiare un’ottima cucina polacca. Per le specialità kosher si raccomanda il Dawno Temu na Kazimierzu. Per concludere immancabile è una sosta al Wodka bar. Luogo intimo nella città vecchia dove degustare bicchierini di wodka naturale o aromatizzata.